Terzi (FdI): in Ue urgono misure su disinformazione cinese

“Questa mattina la CNN ha trasmesso un servizio allarmante: sui social media come Tik Tok spopolano deepfake – con migliaia di visualizzazioni – di donne che, appellandosi a romantiche fantasie o all'orgoglio nazionalista, decantano in perfetto mandarino il loro apprezzamento alla Cina o lanciano messaggi propagandistici. La manipolazione dell'informazione è un'arma che Pechino usa per reprimere i suoi cittadini e per diffondere la propria narrativa anti Occidente. Un'arma che, per la Cina, è uno dei tanti strumenti usati per soffocare il dissenso a livello globale e per esercitare la propria influenza nei nostri sistemi – penso anche al deficit commerciale di 400 miliardi di euro che l'UE ha con la Repubblica popolare.

Oggi Pechino storpia la realtà con l'intelligenza artificiale e attua di fatto una massiva propaganda. La risoluzione di maggioranza approvata in in vista del Consiglio europeo dello scorso dicembre riportava un intero punto sulla necessità di contrastare le false narrazioni così come le interferenze esterne nei processi democratici europei. Un obiettivo la cui priorità, nelle conclusioni degli ultimi Consigli europei, è sempre stata sottolineata. Urge in Europa prendere misure che siano in grado di fronteggiare la minaccia della disinformazione cinese che, così come quella russa, è sempre più insidiosa e presente sia nei media tradizionali che nelle piattaforme social, canali che purtroppo troppo facilmente influenzano l'opinione pubblica, specialmente i giovani utenti”.

Lo dichiara il senatore Giulio Terzi () in occasione dell'evento “Hong Kong: l'esempio di Pechino per soffocare il dissenso a livello globale” tenutosi oggi presso la Sala ISMA del Senato.

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