Tolkien e la navigazione verso Occidente

Nelle opere di J.R.R. Tolkien l’idea di una “strada dritta”, da percorrere attraverso la navigazione verso ed oltre l’Occidente, riveste un significato profondo e simbolico. Questo concetto è presente sia ne “Il Signore degli Anelli” che ne “Il Silmarillion”.

La strada dritta (o “strada perduta”) rappresenta un percorso verso l’ignoto, una via che permette di oltrepassare i confini del mondo conosciuto. Salire su una nave che segue questa rotta significa intraprendere un’esperienza che va al di là della vita e della morte. È per questo che il viaggio verso le “terre immortali” viene spesso intrapreso dai personaggi più coraggiosi e desiderosi di avventura, pronti a mettersi in gioco e a superare ogni ostacolo.

Nelle opere di Tolkien, l’ovest rappresenta l’origine e la dimora degli dei, dei Valar e degli elfi. È un mondo immortale e pieno di bellezza, in cui non esiste la morte e dominano la luce e la saggezza. La possibilità di navigare verso ovest indica quindi la volontà di lasciarsi alle spalle la vita terrena e di cercare un luogo migliore, un paradiso perduto.

Molte sono le figure che intraprendono questa navigazione: Bilbo Baggins, Frodo, Gandalf e tanti altri. Il lettore si trova davanti ad un pellegrinaggio, un tentativo di trovare risposte a domande esistenziali che tormentano i protagonisti. È un’opportunità di crescita e di comprensione profonda di se stessi e del mondo.

Ma la “strada dritta” non è priva di pericoli. In tal senso nelle opere dello scrittore inglese, riecheggia la scoperta del “passaggio a nord-ovest” quella rotta navale che collega l’Oceano Atlantico a quello Pacifico attraverso il Mar Glaciale Artico e che per secoli ha visto impegnati nella sua ricerca i più audaci navigatori del mondo. Dunque, come l’Atlantico settentrionale, anche la navigazione del grande mare di Belegaer è molto ardua e non tutti coloro che la intraprendono ne ritornano. Spesso i personaggi si perdono nella nebbia, vengono sconvolti da maree imprevedibili o vengono intrappolati in un limbo senza fine. La “strada dritta” è un percorso pericoloso, ma necessario per coloro che desiderano superare i confini delle loro vite e raggiungere una dimensione superiore.

Nella filosofia tolkieniana, oltre l’Ovest terrestre si cela anche la speranza dell’immortalità, la possibilità di una vita eterna e la gioia di ritornare da amati e amici perduti. D’altronde è un’aspirazione profonda dell’animo umano trovare un luogo in cui tutto sia perfetto ed in cui si possa raggiungere la pace finale.

In conclusione la “strada dritta” indicata dallo scrittore inglese, la navigazione verso ed oltre l’Occidente, è una tematica molto spesso sottovalutata, ma di grande importanza poiché la sua natura simboleggia la tensione verso l’ignoto, la perfezione e la pace eterna. È una metafora del viaggio che ogni uomo intraprende alla ricerca di risposte, saggezza e significato. Proprio questa ricerca, come sottolineato da Tolkien, è ciò che rende la vita degna di essere vissuta.

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