Torna Atreju: l’Europa delle Radici contro quella della Tecnofinanza

Dal 13 al 16 settembre, presso l’Isola Tiberina, nel pieno centro di Roma tra le anse del Tevere, si svolgerà la ventiduesima edizione di ATREJU , come annunciato da su Facebook.

Nata nel 1997 nell’alveo politico della destra italiana, Atreju è riuscita ben presto a travalicare gli originali confini generazionali e ideologici, fino ad accreditarsi come una delle più importanti manifestazioni politiche e culturali d’Italia, consacrandosi come cerimonia pubblica d’inaugurazione di ogni nuova stagione istituzionale.

Il nome deriva da quello del bambino guerriero de “La Storia Infinita” di Michael Ende,  emblema di coloro che ogni giorno si battono contro le forze del Nulla; un nemico subdolo che attacca il futuro, ne consuma le energie migliori, privandolo di valori e di speranze.

“Europa contro Europa ”, sarà il titolo di Atreju 2018. Per raccontare una scelta di campo ideale. Senza remore né infingimenti. La festa è l’occasione per mostrare come all’attuale visione dell’Unione Europea se ne possa contrapporre un’altra basata sulle sovranità nazionali. Per contrapporre ad una visione elitaria e tecnocratica il punto di vista dei popoli e delle identità. E la scelta di campo viene declinata anche nei simboli presenti nel titolo di questa nuova edizione. L’Europa delle radici classiche (rappresentata dalla colonna nella prima E) e cristiane (ad richiamarle il rosone a sostituire la normale o), contro l’Europa della finanza (rappresentata dal simbolo €) e dei tecnocrati di Bruxelles (le 12 stelle della bandiera UE).

Ancora un “versus” dunque in una edizione speciale considerata l’imminente tornata elettorale europea che potrebbe cambiare la faccia al Parlamento Europeo in una maniera mai immaginata prima con la vittoria delle forze “populiste” e il tracollo dei pro-ue in tutta l’Unione.

Atreju è molte cose: dibattiti politici, manifestazioni culturali, premiazioni, spettacoli di musica e teatro, presentazione di libri, mostre e villaggio ludico. Non vi campeggiano simboli di partito né ipocrisie qualunquiste. Atreju era e resta una festa di parte, ma non di partito, anche se non mancheranno appuntamenti dedicati a Fratelli d’Italia e alle sue strategie. Da qui il suo successo e la partecipazione nelle passate edizioni dei più importanti attori della società italiana ed internazionale: capi di stato e di governo, ministri, intellettuali, artisti, campioni olimpici, e di tanti giovani provenienti da tutte le città della Penisola.

Redazione
La Redazione de La Voce del Patriota

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