Torna l’attenzione sul seminario di Halki, baluardo dei cristiano ortodossi in Turchia

La campagna internazionale che si protrae da tempo per la riapertura della più antica scuola teologica di Istanbul potrebbe subire risvolti importanti proprio in questi giorni. Infatti, questa settimana il primo ministro greco Tsipras affronterà un viaggio diplomatico di due giorni in Turchia, il che probabilmente riporterà al centro del dibattito internazionale il tema della riapertura del seminario di Halki. E tutto ciò risulta ancora più rilevante se considerata l’attuale situazione critica turca.

Ma che cosa è e quale è la storia di questa istituzione che si è ritrovata al centro dell’attenzione degli ultimi anni?

Halki è la storica scuola teologica del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, nata nel 1844 e situata nell’isola di Halki, una più grandi nel Mar di Marmara, visibile dalle coste di Istanbul in una giornata di sole. La storica biblioteca conteneva più di 120.000 libri, diari e manoscritti, che hanno aiutato molti dei numerosi alumni, cristiani ortodossi provenienti da ogni parte del mondo, a diventare arcivescovi, vescovi, ma anche rinomati studiosi a livello accademico. Poco più di un secolo dopo, nel 1971, la scuola viene chiusa perché giudicata anticostituzionale in riferimento alla nuova costituzione turca del 1961. Ad oggi, tuttavia, non è stata fornita alcuna ragione ufficiale per cui non è ancora concessa la riapertura di tale seminario.

Negli anni, la società civile turca e la comunità internazionale hanno insistentemente chiesto la riapertura della scuola teologica ortodossa. Basti pensare che, a partire da Carter, ogni presidente degli Stati Uniti ha fatto presente tale questione ai vari leader turchi.

In particolare, possiamo ricordare ciò che è stato espresso da Barack Obama durante un discorso al parlamento turco: “La libertà di religione e di espressione porta a una società civile vibrante e forte che rafforza lo Stato, ed è questo il motivo per cui passi come la riapertura del Seminario di Halki invieranno un segnale così importante in Turchia e oltre. Un impegno duraturo per lo stato di diritto è l’unico modo per ottenere la sicurezza che viene dalla per tutte le persone “.

Dunque, se Tsipras decidesse durante il suo soggiorno di questi giorni di portare avanti il tema della riapertura di Halki ciò offrirebbe senza dubbio anche un importante sostegno ai pochi cristiani ortodossi dimenticati lasciati in Turchia.

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