Torre del Lago, Tofanelli (FdI): Non chiamatelo Belvedere Puccini

Progetto Belvedere a Torre del Lago Puccini: accattivante sì, ma con pochi legami con lo spirito del luogo.
Un luogo gravido di storia, di cultura e di vissuti come l’area del lago avrebbe richiesto una maggiore attenzione nel cogliere elementi significanti che lo caratterizzano, in modo da reinterpretare lo spazio pubblico attraverso un dialogo tra tempi diversi.
Proprio qui, prima ancora che divenisse piazza, risalgono le origini il paese, dove i primi abitanti vi instaurarono un rapporto osmotico con l’ambiente, il Maestro Giacomo Puccini trovò le sue ispirazioni e vi elesse la sua dimora preferita.
Cosa troveremo in questa nuova piazza che ci parli di quella torre di guardia che segnò gli albori del paese, che fu replicata nella costruzione dell’ attuale Villa Orlando e successivamente nella costruzione della darsena della villa, e poi ancora riprodotta nell’ antica portineria della villa fatta esplodere nel periodo bellico? Cosa ci parlerà dell’ epoca nella quale il lago e le sue terre fornivano le risorse per la sopravvivenza degli abitanti?
Ma l’assenza più importante in questo progetto è proprio quella di trascurare la sintesi di tutta la storia accennata che si esprime nella vita e nelle opere del Maestro, una trama simbolica che non si è pensato di valorizzare.
Giacomo Puccini, quando era fuori per impegni artistici, spesso scriveva dicendo: “non vedo l’ora di intorrelaghesirmi“. Ebbene, in questa sua personale espressione, si ritrova quel profondo legame affettivo ed artistico che il Maestro viveva con il posto e i suoi abitanti.
Nel nuovo Belvedere non troveremo nessuna narrazione di quei vissuti, nessun simbolo o citazione alla musica del Maestro, nessuna nota potrà essere evocata nell’immaginario collettivo trovandoci in mezzo a questo spazio.

Cosa troveremo? Una statua del Maestro collocata fronte lago, di cui il visitatore al suo arrivo ne potrà ammirare le spalle. Niente di nuovo, si tratta della stessa statua che vediamo oggi, che fu donata dalla Scala di Milano e che sarà cambiata di collocazione; nessuna nuova opera è invece prevista in omaggio del centenario.

Nell’ intervento si prevede anche un cambio nel sistema di illuminazione, che riguarderà lo smantellamento di quello attuale, a sua tempo scelto per la sua portata evocativa delle atmosfere Pucciniane, per lasciare il posto ad un modello di illuminazione molto in voga al momento, effetto glaciale. Non si è spiegato cosa si farà dell’illuminazione del viale Puccini, che nel tratto finale è identica a quella che nella piazza sarà smantellata.

Sotto l’aspetto funzionale, non sono stati approfonditi gli usi e le modalità di fruizione di questo spazio: si è rimandato a successivi provvedimenti il rispetto del diritto dei residenti a poter accedere alle loro abitazioni e si è lasciato nel vago l’interesse delle attività presenti.
E’ stata totalmente trascurata la presenza del teatro e il conseguente problema che nelle serate rappresentative l’ascolto viene spesso disturbato da schiamazzi provenienti dalla piazza; ritengo che una soluzione di contenimento del rumore poteva e doveva essere trovata.

Insomma, una nuova piazza che nella sua voluta semplicità progettuale rischia una forte semplificazione delle complessità e specificità presenti nel luogo: l’impressione è quella che le emozioni che susciterà saranno identiche se la stessa fosse stata realizzata ad Andria come a Barletta, a Torino come a Palermo. Il Centenario della morte di Puccini lascerà in eredità una piazza come un’altra, pronta ad offrire una delle tante esperienze serializzate come spesso accade quando si lascia predominare l’immagine a discapito della profondità.
Ancora una volta questa amministrazione, già in ritardo rispetto ad una programmazione e una pianificazione richiesta per la celebrazione del Centenario della morte del Maestro, parte con il piede sbagliato e non riesce a correggersi rispetto al suo metodo di proporsi alla cittadinanza. Il progetto del Belvedere a Torre del Lago, unico progetto in fase di definizione che vede interessata la frazione dopo sette anni di amministrazione, poteva essere l’occasione per dimostrare attenzione ad un territorio da troppo tempo trascurato, alla storia e ai suoi abitanti. Invece si è pensato bene di far volare ancora una volta sopra la testa del cittadino le scelte comunali senza ricorrere ad un benché minimo processo partecipativo, quanto mai necessario considerata la portata del progetto, che andrà a rivoluzionare non solo esteticamente l’area del Belvedere, ma anche le modalità della sua fruizione per residenti e turisti. Il Maestro amava molto questo posto, chissà cosa avrebbe pensato nel vederlo così…

 

Carlalberto Tofanelli, capogruppo consiglio comunale Viareggio.

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