Tra i figli dei VIP è di moda la tendenza gender

Un tempo a distinguere lo star system dai comuni mortali erano le scarpe della Lobutin, le borse Kelly e Birkin di Hermes, gli abiti di Armani. Le stelle del cinema le sfoggiavano in ogni dove, facendo in modo che la suola rossa delle Lobutin fosse in primo piano, e che nessuno potesse prendere per tarocca la Kelly verde mela in coccodrillo da 55mila euro appesa al braccio, rigorosamente aperta, come vuole la moda.

Oggi certi ammennicoli – se tali si possono definire oggetti del lusso che valgono migliaia di euro – pare abbiano perso buona parte del loro fascino almeno per le stelle di Hollywood, che ormai non sanno più come sfidarsi. Passati i tempi in cui ci si giocava un anno intero nella serata degli Oscar, quando si arrivava sul red carpet con abiti che avrebbero dovuto sbaragliare la concorrenza e far parlare di sé nei mesi a venire; passata anche l’epoca delle vacanze esotiche, quando ci si faceva falsamente beccare su spiagge bianchissime in compagnia dell’ultimo toy boy o della top model di turno, qualcosina che attraesse l’attenzione del pubblico, che facesse parlare, e che lasciasse un segno, bisognava pur trovarla.

La prima, quella che forse ebbe l’idea, o che magari, più semplicemente ha sfruttato una contingenza, è stata lei, la bella tra le belle, quell’Angelina Jolie famosa per il marito – ora ex – le labbra e la carovana di figlioli messi insieme in giro per il mondo, tra adottati e propri. Una vera e pittoresca tribù la famiglia di Angelina quando si muoveva tutta insieme, quando ancora le cose con Brad filavano e lei non sembrava preda dell’anoressia. Poi arrivò la separazione, le liti per il patrimonio da dividere e per figli da gestire, e fu allora che qualcuno si accorse degli strani atteggiamenti di Shiloh, oggi 12 anni ai tempi solo 8, figlia naturale di Angelina e di Brad. La ragazzina, quasi sempre imbronciata, vestiva esattamente come i suoi fratelli. Abiti di maschio, mai una gonnellina, o un abitino, sebbene somigliante com’è ai genitori, Shiloh sia bella come una fata e difficilmente assimilabile a un maschiaccio. Eppure era così che andava, e quando arrivò il momento che qualcuno facesse la domanda, invece di imbarazzo ecco una risposta secca e precisa di Angelina: “Mia figlia si sente un maschio, e così vuole essere trattata. E noi non abbiamo nulla in contrario”.

Una sorta di coming out direttamente da mammà. E da quel momento, ecco che a Hollywood i ragazzini dal sesso quanto meno confuso, cominciano a spuntare come i funghi. Naomi Watts presenta Samuel, il figlio minore, di 10 anni, lunghi capelli biondi portati a coda di cavallo, scamiciata al ginocchio e camicetta rosa. “Trovo che stia benissimo vestito così”, sottolinea la sua mamma. E aggiunge: “Io ho avuto un’infanzia molto triste, non voglio che lo sia anche quella dei miei figli”.

A farle da eco, la sudafricana più bella del mondo, Charlize Theron. Lei di figli ne ha solo due adottivi, Jackson di 7 anni, e August, una femminuccia di 4 anni. Jackson, un bel bambino nero, alto e robusto per la sua età, fa una certa impressione vestito con abitini dai colori pastello, pieni di fiocchetti e pizzi. Dice sua madre: “Anche io ero convinta che Jackson fosse un maschio, finché lui non è venuto da me e mi ha detto di non esserlo. Ne ho preso atto, e non sarò certo io a decidere cosa vuole essere mio figlio. Così, lo vesto come vuole essere vestito: come la bambina che evidentemente è in lui”.

Potremmo andare avanti ancora per molto, parlandovi ad esempio del figlio di Megan Fox che per carnevale ha voluto indossare l’abito della principessa Elsa, o di tanti altri casi che giornalmente vengono illustrati sulle riviste patinate che parlano di dive, ma ci fermiamo qui perché non siamo in grado di definire o giudicare questa tendenza. Davvero un bambino di 7 anni può decidere di essere una femmina sebbene i suoi caratteri siano totalmente maschili? Indossare una maschera da bambina quando si è un maschio, o viceversa, si può riferire al gender o non c’entra niente e si tratta solo di un gioco? E accontentare sempre e comunque i propri figli, senza nemmeno provare a capire cosa ci sia dietro a certi loro desideri, è giusto? O sbagliato?
Su tutto questo, ci piacerebbe molto sentire anche il vostro parere.

RK Montanari
RK Montanarihttps://www.lavocedelpatriota.it
Viaggiatrice instancabile, appassionata di fantasy, innamorata della sua Italia.

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