Traffico di immigrati clandestini: confermato il sequestro per la Mare Jonio. FdI interroga la Lamorgese

E’ di stamane la notizia che il Tribunale di Ragusa ha confermato il sequestro della Società armatrice della Mare Jonio, la Idra Social Shipping di proprietà del regista Alessandro Metz e di Beppe Caccia, entrambi con un ruolo anche nella compagine della italiana Mediterranea Saving Humans. La ONG, creata nel 2018 per l’espletamento di operazioni di Search and Rescue nello specchio di mare antistante le coste Libiche tramite un finanziamento iniziale di 400.000,00 euro di Banca Etica, vede tra i garanti del finanziamento anche l’ex parlamentare Nichi Vendola ed il deputato di LEU Erasmo Palazzotto, il quale prese anche parte tempo fa ad una operazione di SAR in qualità di capo missione.

La conferma del sequestro della società, di copiosa documentazione e delle strumentazioni di bordo, è avvenuta nell’ambito dell’indagine aperta dalla Procura della Repubblica di Ragusa, che indaga per associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per dei fatti risalenti allo scorso anno.

Nell’agosto 2020, infatti, la nave battente bandiera danese Maersk Etienne, di proprietà della Società Maesr Tankers traeva in salvo al largo delle coste di Malta 27 migranti. Tuttavia le autorità maltesi negavano l’approdo e la Maersk Etienne rimaneva per circa un mese in attesa che venisse concesso un attracco per effettuare lo sbarco.

La procura a questo punto ricostruisce uno scenario a dir poco agghiacciante: in questo frangente, i soci della società armatrice italiana, in particolare il Caccia, avrebbero mercanteggiato con la compagnia danese per concludere un accordo di natura commerciale volto a realizzare, dietro corrispettivo in denaro, il trasbordo e la presa in carico dei migranti presenti a bordo. Raggiunto l’accordo, il successivo 10 settembre 2020, la Mare Jonio riceveva dall’armatore l’ordine di salpare dal porto di Licata e di incrociare a largo di Malta la Maersk Etienne. Raggiunto il natante, la Mare Jonio avrebbe inviato sulla nave il proprio personale medico, che avrebbe esagerato sulle condizioni dello stato di salute dei passeggeri, peraltro refertando anche un inesistente stato di gravidanza, al fine di constatare lo stato di necessità dei migranti, che sarebbero stati dunque trasbordati sulla nave italiana e fatti sbarcare a Pozzallo il 12 settembre.

Le operazioni di verifica effettuate dalla Guardia Costiera dopo l’attracco avrebbero fatto emergere delle irregolarità che avrebbero poi condotto all’indagine. Si è appreso così che nel novembre 2020, la compagnia armatrice Danese Maesrk Tankers avrebbe versato sul conto corrente bancario della Idra Social Shipping, a seguito di una “laboriosa negoziazione” (come riferito dal procuratore capo di Ragusa Fabio D’Anna), una somma di 125.000, 00 €, sui 237.000,00 inizialmente richiesti, verosimilmente pattuita per la presa in carico dei migranti. Abominevole il tono che emerge dalle intercettazioni telefoniche, Casarini, noto per i suoi trascorsi come leader dei “Disobbedienti”, avrebbe detto “Coi soldi danesi beviamo champagne”. Fa accapponare la pelle questo quadro e rende plasticamente l’idea di quello che sistematicamente le impegnate nelle SAR fanno nel mediterraneo, mettendo in campo un vero e proprio flusso continuo di immigrazione clandestina, che giova prima di tutti ai trafficanti di uomini, i quali certi dell’intervento delle ONG mettono in mare barconi colabrodo.

Sul ruolo di pull factor dell’immigrazione clandestina delle Organizzazioni non governative è stato detto molto, ma questa ulteriore vicenda colora il quadro a tinte ancor più fosche, perché al rischio delle morti in mare, allo sfruttamento odioso delle donne e dei bambini ed al collasso del nostro sistema per l’ingestibilità dell’enorme numero di migranti, si aggiunge un ripugnante intento lucrativo. Ma la sinistra buonista e follemente immigrazionista glissa, fa spallucce, giustifica, ammicca e plaude; non dimensiona mai il problema riportandolo nell’alveo che le compete e si rende complice di un disastro senza precedenti.

Su questa vicenda Fratelli d’Italia oggi vuole che sia fatta chiarezza e deposita un’interrogazione a firma del Senatore Fazzolari, con la quale chiede al Ministro Lamorgese quali verifiche e quali atti abbia intenzione di porre in essere per evitare che presunte operazioni umanitarie nascondano in realtà odiose pratiche speculative di traffico di immigrati. “La gravità dei fatti che emergono dall’inchiesta aperta dalla procura della Repubblica di Ragusa … è tale da non poter restare indifferenti” dichiara Fazzolari “Non è la prima volta che le procure italiane indagano su fatti similari. Questo è spia del fatto che le ONG si rendono compartecipi di un sistema che fa gola ai trafficanti di uomini, i quali mettono in acqua imbarcazioni inadeguate, a continuo rischio di naufragio, spesso utilizzando senza scrupolo alcuno donne incinte e bambini, per indurre gli stati a consentire lo sbarco, mettendo peraltro in serio rischio e pericolo la vita di persone indifese”.

Si attende la risposta della Lamorgese, dunque, che tuttavia si ha fondato motivo di ritenere non sarà soddisfacente.

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