Trento. De Bertoldi (FdI): da università maldestra provocazione linguistica

“L'uso del femminile sovraesteso anche per gli uomini è l'ennesima esternazione populista volta a stupire, o ad inseguire la notorietà di giornata, senza alcun costrutto reale. Non spetta al rettore dell'università di Trento Flavio Deflorian, cambiare la lingua italiana all'interno dell'ateneo che ha l'onore di rappresentare ma che non è certamente il suo feudo. Da “genitore uno” a “genitore due”, fino al voler sostituire indiscriminatamente il maschile con il femminile nei testi, assistiamo, purtroppo, da anni al proliferare di elementi che, oltre ad apparire sovente bizzarri, non contribuiscono minimamente all'affermazione della donna, ma semplicemente creano confusione e ridicolizzano il valore fondamentale della parità di genere. L'università trentina ritengo non debba salire agli onori delle cronache nazionali per mere provocazioni linguistiche ma per la serietà e l'appetibilità delle proprie proposte formative, che dovrebbero rappresentare un'avanguardia culturale e non l'avamposto di una inconsistente e maldestra forma di femminismo. Mi auguro che il rettore abbia modo di riflettere sul proprio orientamento ideologico per nulla inclusivo e possa al più presto tornare sui suoi passi”.

Lo dichiara il deputato Trentino di Fratelli d'Italia, Andrea De Bertoldi.

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