Treviso – Tunisino in lacrime per l’espulsione – “non possiamo e non dobbiamo commuoverci. Sul rischio islamizzazione serve linea dura”

“Le lacrime di Yahia Mansour, il ragazzo tunisino residente a Breda di Piave ed espulso domenica, non devono commuoverci. Di fronte al rischio radicalizzazione, dobbiamo usare la linea dura”.

A dirlo è l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Remo Sernagiotto che così reagisce alle parole del ragazzo che – raggiunto dalla stampa – si è difeso piangendo e dicendo di aver abbandonato l’ radicale.

“I post su Facebook e le frasi scritte fino a poco tempo fa non lasciano spazio a dubbi. Mi auguro che si indaghi anche sulla cerchia di amicizie del ragazzo. La radicalizzazione, soprattutto tra i più giovani, è frequente e attecchisce in fretta”.

Sernagiotto ricorda anche recenti casi di cronaca: “A Castelfranco, il 10 maggio scorso, un 21enne marocchino era stato allontanato da casa perché picchiava madre e sorelle ritenute troppo occidentali. Una in particolare solo perché beveva del prosecco”, ricorda l’europarlamentare di Fdi, che nei giorni scorsi ha anche denunciato pubblicamente il trap di LastKing ambientato a Conegliano, dove un gruppo di immigrati inneggiava alla violenza, allo spaccio di droga e alla misoginia.

 “Treviso è sempre stata terra di integrazione reale e concreta. Migliaia di cittadini stranieri lavorano e fanno il loro dovere. Anche per questo, l’ incontrollata di questi ultimi anni è rischiosa e va gestita in maniera seria nell’interesse di tutti. Fratelli d’Italia chiede il blocco navale subito e, per il Nordest, maggiori controlli lungo la rotta balcanica, definita nei giorni scorsi dallo stesso Capo della Polizia Gabrielli a “rischio terrorismo”. Spero che, su questo fronte, domenica si lanci un messaggio forte e chiaro”.

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