Tumori, Fantozzi-Amorese (FdI): “Il Pd ha fatto perdere tempo al territorio apuano. Stiamo organizzando un incontro pubblico su inquinamento e bonifiche”

“Ripartiamo dall’avvicendamento all’Ispro per portare all’attenzione dell’avvocato Belvedere la questione del registro tumori sulla quale, nonostante vari atti, non abbiamo ottenuto adeguate risposte dalla Regione”

“Il Pd ha fatto perdere tempo al territorio apuano! Ma non molliamo e proseguiamo la nostra battaglia per dare alla provincia di Massa Carrara il registro tumori. Ripartiamo dall’avvicendamento all’Ispro per portare all’attenzione dell’avvocato Belvedere la questione del registro tumori sulla quale, nonostante vari atti, non abbiamo ottenuto adeguate risposte dalla Regione. Vogliamo ricordare ai cittadini che prima della proposta del consigliere Bugliani, eravamo stati noi di Fratelli d’Italia a chiedere uno studio epidemiologico nella zona apuana, ma il nostro ordine del giorno lo scorso dicembre, durante la seduta di approvazione del Bilancio, era stato bocciato dal Pd, partito di Bugliani, sostenendo che era sufficiente il registro tumori regionale gestito dall’Ispro e non occorreva uno studio specifico per Massa Carrara!” dichiarano il Consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Vittorio Fantozzi, Presidente della Commissione d’inchiesta sulla pandemia, ed il Capogruppo in Consiglio comunale a Massa e dirigente nazionale, Alessandro Amorese.

“E visto che i cittadini meritano risposte, stiamo organizzando un incontro pubblico sulle questioni dell’inquinamento dei terreni e delle falde acquifere della zona apuana, possibile concausa della preoccupante incidenza di forme tumorali. Coinvolgeremo residenti, forze politiche, medici, esperti di questioni ambientali. Ci sono gli studi fatti a livello dei comuni dall’Ispro ma un registro tumori vero e proprio certificato Airtum, previsto dalla legge, a Massa Carrara non esiste. Quello apuano è un territorio colpito da varie patologie tumorali vista anche la presenza di industrie chimiche che, nel corso di 50 anni, hanno rilasciato nell’ambiente una miriade di sostanze inquinanti” sottolineano Fantozzi e Amorese.

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