Turismo esperienziale in Veneto tra agricoltura e artigianato, una proposta di legge in Consiglio regionale

Il consigliere regionale Tommaso Razzolini del gruppo consiliare Fratelli d’Italia – , ha depositato oggi in Consiglio regionale una proposta di legge atta a fornire le disposizioni per il riconoscimento, la valorizzazione e la promozione del turismo e dell’agricoltura esperienziale in Veneto.

Un tema chiave che si contraddistingue, nella diversità delle sue forme di offerta, per l’esperienza diretta, in forma di partecipazione regolamentata ed assistita, a processi, attività e mestieri che caratterizzano l’identità del territorio e della comunità regionale.

“La presente proposta di legge – dichiara il consigliere Tommaso Razzolini – vuole riconoscere le diverse forme di turismo esperienziale venete e disciplinare requisiti e caratteristiche delle relative offerte, in quanto attività aventi carattere didattico, culturale e ricreativo, con particolare riguardo a forme di partecipazione ad attività ed eventi significativi dell’anno agrario e forme di conoscenza e di partecipazione a processi produttivi artigianali tipici, a carattere artistico o tradizionale”.

“La pandemia da Covid-19 ha messo in forte crisi il comparto turistico italiano – continua Razzolini – e in Veneto il turismo è la prima industria con 18 miliardi di fatturato. La sua declinazione al mondo del vino, l’enoturismo, prima della pandemia valeva oltre 2,6 miliardi di euro solo in Italia. Da qui l’idea di puntare sulla vendemmia turistica a carattere didattico per contribuire a rilanciare il settore. Senza dimenticare che nella nostra regione non è solo il vino a contribuire alla ricchezza del nostro patrimonio agricolo, pensiamo ai vari prodotti DOP, IGP e STG oltre ai 384 prodotti tradizionali”.

“E ai prodotti agricoli vanno sommati anche i prodotti e i saperi artigianali. Ogni mestiere artigiano è strettamente correlato alla storia locale – aggiunge il consigliere regionale di Fratelli d’Italia – risentendo anche di influenze di altre culture che si sono intrecciate con la storia del luogo: basti pensare alla lavorazione del ferro battuto del Cadore o a quella del legno nelle località montane venete, ai merletti di Burano, l’oreficeria, l’arte decorativa e del restauro di Padova, ma anche ai vimini lavorati nella provincia di Belluno”.

“Tra gli oggetti più caratteristici dell’artigianato veneziano lavorati a mano – prosegue Razzolini – ci sono anche le maschere, legate al prestigioso Carnevale di Venezia. Sempre in laguna troviamo Murano che è una delle località più rinomate a livello internazionale per la lavorazione artigianale del vetro. Anche un oggetto in ceramica può essere considerato un’opera d’arte. Questo è il caso delle ceramiche venete in particolare note sono le ceramiche lavorate a Bassano del Grappa”.

“La ripartenza e lo sviluppo turistico del territorio Veneto – conclude il consigliere Tommaso Razzolini – potrebbero cominciare proprio da qui, oltre a dare impulso per la creazione di nuovi impieghi. Questa buona pratica nei territori rurali, enoturistici e artigianali potrebbe lanciare un messaggio di speranza e ripartenza attraverso un’esperienza turistica originale e sicura, che guarda alla natura, agli spazi aperti e alla ricerca di benessere e qualità”.

“Una grande opportunità per l’agricoltura e l’artigianato della nostra regione, per le piccole imprese che sono il motore dell’economia in Veneto – questo il commento del vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto Nicola Ignazio Finco (Liga Veneta per premier). Questo progetto di legge è significativo anche per il periodo che stiamo vivendo: il concetto di vacanza è mutato negli ultimi anni ed è stato stravolto con l’emergenza sanitaria, si sta iniziando a preferire sempre di più un tipo di turismo esperienziale in contrapposizione ad un turismo di massa. Ciò che conta è vivere un’esperienza personale, intima, esserne protagonista e non solo spettatore”.

“Per questo il turismo esperienziale spesso viene associato allo Slow Tourism – chiosa il vicepresidente Finco – e in questo progetto di legge l’obiettivo è la riscoperta della nostra cultura e tradizioni, del territorio rurale così da far conoscere in prima persona come si svolge la vendemmia, ad esempio, come si lavora la terra o nella bottega di un artigiano. E’ notizia di questi giorni che durante la pandemia siano cresciute le iscrizioni degli studenti agli istituti agrari e sempre più giovani intraprendano questo percorso, con nuove imprese e varie attività multifattoriali”.

“Con questo progetto di legge – conclude Finco – vogliamo dare una veste istituzionale a questo tipo di turismo e agricoltura esperienziale che nei prossimi anni sarà sempre più gettonato, diffuso e strutturato, ma anche dare nuove importanti opportunità alle nostre imprese venete e ai giovani che decideranno di investirvi il proprio futuro”.

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