Ancora un caso di probabile estremismo islamico derubricato per le condizioni psicofisiche dell’assalitore, ma la gente non ci sta.

A Parigi infatti, come in altre citta’ francesi si sono tenute manifestazioni di protesta in nome di Sarah Halimi, una donna ebrea di 65 anni uccisa e gettata dalla finestra da un vicino di casa mentre gridava “Allahu Akbar”.

Il vicino è stato poi giudicato “non responsabile dal punto di vista penale” da una sentenza pronunciata lo scorso 19 dicembre in Corte d’appello. Il verdetto – non poteva essere altrimenti – ha provocato un’ondata di indignazione in tutta la Francia.

Per la cronaca, il delitto avvenne il 4 aprile del 2017: Sarah Halimi era un medico in pensione madre di tre figli che venne selvaggiamente picchiata e poi gettata dalla finestra al terzo piano dello stabile in cui abitava, nel quartiere parigino di Belleville.

Finora non è mai stato del tutto chiarito se la morte sia sopraggiunta prima della caduta o se avvenuta in conseguenza della caduta stessa.

L’islamico autore del delitto, tale Kobili Traore’,  vicino di casa 27enne originario del Mali e noto alle forze di polizia come tossicodipendente e spacciatore, subito dopo l’arresto venne trasferito in un ospedale psichiatrico. Sembra che l’uomo, in seguito ad una disputa familiare, fosse del tutto fuori di se’ e fosse riuscito ad entrare nell’appartamento di un’altra famiglia, i cui membri si rinchiusero terrorizzati nel bagno riuscendo pero’ a chiamare la polizia. Durante l’attesa dell’intervento degli agenti sentirono Traore’ recitare alcuni versetti del Corano. Subito dopo, l’uomo e’ penetrato nell’appartamento della signora Halimi passando da un balcone. E’ da questo stabile che diverse persone avevano chiamato il numero d’emergenza affermando di sentire le urla disperate di una donne ed i colpi delle botte infertele dall’uomo mentre gridava “Allahu Akbar” e “Ho ucciso Shaitan” (Satana, in arabo). Dopodiche’, Traore’ ha gettato la donna dalla finestra, per poi fare ritorno al primo appartamento dove la famiglia, sempre rinchiusa, l’ha di nuovo sentire pregare ad alta voce.

I giudici però hanno derubricato il caso a una questione di droga e la Francia si indigna.