Ucraina, Rampelli (VPC-FdI): spero Zelensky presto alla Camera

Occidente dev’essere autosufficiente e sfruttare le proprie ricchezze e non farle produrre dalla Cina

“Non capisco la ragione per la quale Zelensky non dovrebbe essere ospitato. È importante ascoltare la sua testimonianza, anche perché- è bene precisarlo – non si tratta della guerra russo ucraina ma dell’aggressione della Russia nei confronti di una nazione libera e sovrana, in un’asimmetria di forze impari”. È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia, intervistato da Radio Radicale.

“Putin – ha aggiunto- sta facendo strame di tutti gli accordi, dei trattati internazionali, e delle Convenzioni Onu. Spero che quanto prima gli venga mossa l’accusa di crimini contro l’umanità. In 20 giorni ha distrutto tutte le conquiste dei nostri padri e nonni che la guerra l’hanno fatto e ci hanno consegnato libertà e democrazia”.

“Rispetto alla contrarietà di una parte dei 5 stelle a ospitare il presidente dell’Ucraina- ha osservato il vicepresidente- penso sia normale che dentro i partiti si sviluppino sensibilità diverse. Lo avrei capito di più nella fase iniziale, meno ora perché di fronte all’invasione da parte di Putin non ci dovrebbero essere dubbi. Non si possono confondere gli aggressori e gli aggrediti”.

Rispondendo alla domanda su quale gioco stia facendo la Cina, Rampelli precisa: “La Cina storicamente è una Nazione che si fa gli affari proprie e pensa al proprio tornaconto. In particolare ora sta valutando se le convenga di più sostenere l’invasore russo o se continuare a mantenere buone relazioni con l’Occidente a cui deve la sua crescita multimiliardaria”.

“Ma se c’è una cosa che insegna, purtroppo, questo conflitto, è che l’Occidente, in particolare l’Italia, deve smetterla con il delegare ad altri Stati la produzione di beni che potrebbero essere prodotti qui. Dobbiamo essere autosufficienti. Troppo facile fare battaglie per i diritti ma poi delegare ad altri Stati, che disconosco quei diritti, la produzione di quello che ci serve. L’Italia ha giacimenti di gas e petrolio nell’Adriatico e nel sud della Sicilia che sarebbero indispensabili per il nostro fabbisogno. Non siamo in grado di sfruttarli pienamente. Abbiamo incomprensibilmente cessato di estrarre gas italiano. E quando ci sono aumenti vertiginosi degli idrocarburi a causa dei processi speculativi e delle crisi internazionali il sistema produttivo e distributivo subisce la paralisi. E dire che ci eravamo già passati nel 1973”.

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