Ucraina, Terzi (FdI): difendere avvocati russi in pericolo

Nella discussione in sulla fornitura di equipaggiamenti militari all'Ucraina, il Senatore di Fratelli d'Italia Giulio Terzi ha evidenziato che il 24 gennaio è la Giornata ONU dell'Avvocato in pericolo, “un altro capitolo da leggere attentamente nella storia russa. Entra infatti direttamente sulla questione della giustizia: ci dev'essere giustizia in Ucraina, ci deve essere compensazione degli enormi danni causati, così come la tutela in tutte le sedi al mondo del sistema di giustizia, e gli avvocati ne sono una parte dominante. Molti avvocati russi sono morti in carcere, è un fiume di sangue, come anche quello che riguarda i giornalisti, imprenditori e uomini e donne libere della Russia”. Così Giulio Terzi che poi ha ricordato l'esistenza di “un importate strumento di contrasto a simili violazioni: il meccanismo internazionale delle leggi Magnitsky, attraverso le quali è possibile ritenere responsabili e sanzionare membri di governo, organizzazioni e aziende direttamente coinvolte in gravi violazioni dei diritti umani. Le leggi Magnitsky prendono il nome da Sergei Magnitsky, morto nel 2009 mentre era ingiustamente detenuto in un carcere russo ed è auspicabile che tutti gli Stati Membri dell'UE si muovano per la loro adozione”.

“Intanto – ha proseguito Terzi – a Sebastopoli le corrazzate russe sono diventate sommergibili, vengono costantemente affondate, e vi sono persino le formazioni russe partigiane contro Putin che le colpiscono. Eppure assistiamo ad un certo mondo radical chic della sinistra con posizioni ambigue – gli stessi che il 22 febbraio sostenevano la tesi che Putin mai avrebbe aggredito l'Ucraina – che oggi firma articoli sostenendo che il popolo ucraino è perso. Di fronte a questi signori che credono di aver la sfera di cristallo, chiediamoci “Ma quali fonti hanno?”.

Terzi ha inoltre rilevato con soddisfazione che “nell'ultimo Consiglio Europeo di metà dicembre tutti i 27 Stati membri hanno ribadito la condanna della guerra contro l'Ucraina e hanno riaffermato il risoluto sostegno dell'Unione europea all'indipendenza, alla sovranità e all'integrità territoriale dell'Ucraina ed ha chiuso dichiarando che “nessuno vuol vedere la Russia implodere, anzi, nel panorama internazionale, forte è il rammarico di fronte all'ostinata volontà di Putin di far cadere il suo Paese, la sua nazione, il suo popolo nel baratro dei paria con l'esclusione ormai dalla Corte Internazionale di Giustizia, dall'Unesco, dal Consiglio Europeo e da altri organizzazioni internazionali e mettendo addirittura a rischio il suo seggio permanente al Consiglio di Sicurezza. Fortunatamente il popolo russo è in gran parte diverso, ci sono milioni e milioni di russi che stanno con Aleksej Navalny, Boris Nemtsov e Anna Politkovskaya”.

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