Ue, Fidanza (FdI-ECR): revocare status candidato adesione alla Turchia

” ‘Entro mezzo secolo, la Turchia emergerà come una delle potenze più forti del mondo, navigando verso traguardi più grandi’. Parlava così il nuovo sultano Erdogan nel febbraio di quest’anno davanti al Parlamento di . Una volontà di potenza dichiarata, un disegno neo-ottomano che si fa sempre più evidente. Prima il alle milizie islamiste e l’aggressione ai Curdi in Siria, poi le trivellazioni illegali a largo di Cipro ai degli interessi italiani e francesi, poi l’intervento in Libia al fianco del di Tripoli e l’utilizzo spregiudicato della pressione migratoria, prima ai confini con Grecia e Bulgaria , poi nel centrale attraverso i trafficanti libici e ora anche algerini. Un ricatto contro l’ che però balbetta e continua a pagare.
E poi ancora il all’ politico attraverso i turchi residenti in chiamati addirittura a colonizzarci mettendo al mondo figli, la penetrazione nei balcani occidentali e in altre zone dell’Africa, dal Sudan alla Somalia, come testimoniato dalla vicenda dell’italiana liberata da Shaabab solo dopo mediazione turca.
In questo quadro allarmante le blande misure restrittive volute dal Consiglio Europeo non bastano. Da sempre Fratelli d’Italia ritiene che la Turchia, per storia, geografia e , non faccia parte dell’ così come noi la intendiamo. È giunto il momento di revocare definitivamente lo status di paese candidato alla pre adesione e dire no, una volta per tutte, all’Ingresso della Turchia nell’Unione Europea”.
È quanto ha dichiarato il responsabile Esteri e Capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento Europeo, Carlo Fidanza, intervenendo in plenaria a Bruxelles nel dibattito sulla Turchia.
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