Ue, Rauti (FdI): per difesa europea serve politica estera comune, nessuna cessione delle sovranità nazionali

“All’Europa serve una politica di sicurezza comune e in questo percorso di costruzione non ci deve essere nessuna cessione della sovranità nazionale da parte degli Stati”.
Lo ha dichiarato in aula sulle comunicazioni del premier Draghi in vista del Consiglio europeo la senatrice Isabella Rauti, vice capogruppo vicario di Fratelli d’Italia.
“Il documento ‘Bussola Strategica’ – sottolinea Rauti – dopo quasi due anni di gestazione viene approvato in un momento drammatico, ovvero in un tempo di guerra. Se ne attende l’adozione solenne da parte del prossimo Consiglio europeo ed è evidente che tale documento politico tenga conto dell’attuale assetto geopolitico e della crisi ucraina. Ma il documento ha un’ambizione di lungo periodo e tra i suoi obiettivi concreti c’è quello di rafforzare complessivamente la sicurezza del’Unione e di delinearne le prospettive strategiche per i prossimi cinque – dieci anni, rispetto alle minacce ibride e non convenzionale che incombono sull’Europa “.
“La Bussola Strategica – osserva Rauti – rappresenta sicuramente un primo passo significativo ed importante in direzione di un’Europa della difesa ma non è il punto di arrivo per la difesa europea. Il punto di fondo è, e sarà, quello di realizzare quanto stabilito dalla ROAD map e come , da qui al 2030”.
“Riteniamo anche – conclude Rauti – che nel processo che dovrebbe portare ad una credibile difesa europea sia necessario coinvolgere il Parlamento italiano per le sue competenze e bisognerà, in ogni passaggio di attuazione, difendere la sovranità nazionale. E se la Bussola vuole rappresentare un punto di equilibrio tra europeismo e atlantismo, perseguendo la linea della sinergia tra Unione Europea e Nato, è necessario che le Forze europee abbiano pari dignità rispetto alle Forze dell’Alleanza e nessuna cessione di sovranità nazionale può essere presa in considerazione”.
*L’Ue – prosegue Rauti – spesso pervasiva nella vita degli Stati membri, si è rivelata invece assente e debole in alcuni appuntamenti con la storia e davanti a potenziali scenari di conflitto ma dopo il 24 febbraio è cambiato tutto e l’Europa dovrà decidere cosa fare da grande”.

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