Un allarme per i no-vax dagli Stati Uniti

Le cifre sono state comunicate dall’Unicef e dicono che quasi 170 milioni di nel mondo al di sotto dei 10 anni, tra cui mezzo milione nel Regno Unito e 2,5 milioni negli Stati Uniti, non sono protetti dal morbillo di fronte ai crescenti focolai della . Infatti, solo dal 2010 al 2011 ben 21 milioni di all’anno non hanno avuto la possibilità di essere vaccinati.
Continuiamo col dire che nel mondo, dall’inizio dell’anno, i casi di morbillo sono stati 110mila, con un aumento stimabile nel 300% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Secondo un ulteriore dato sempre comunicato dall’Unicef, nel 2017 oltre 100mila persone sono state uccise da questa , per lo più , con un aumento delle morti quantificabile nel 22 %, indicazione di una virulenza sempre maggiore e più aggressiva. Non a caso il morbillo è uno degli organismi più infetti tra quelli esistenti, come afferma l’organismo delle Nazioni Unite. Da sottolineare che i casi di morbillo hanno raggiunto il livello più alto in Europa negli ultimi 20 anni e hanno causato addirittura uno stato di emergenza a New York City .
A questo punto è bene dire che la vaccinazione per il morbillo avviene con due dosi distinte somministrate a distanza di tempo tra loro. Attualmente, la prima dose ottiene una copertura di circa l’85%, stabile anche riguardo all’aumento demografico. Una buona percentuale che non permette però di raggiungere la cosiddetta “immunità di gregge”, che si otterrebbe con il 95% dei vaccinati. A peggiorare la situazione c’è però la percentuale di vaccinazione per la seconda dose, che raggiunge a malapena il 67%. A bloccare le vaccinazioni collaborano varie problematiche. La difficoltà di alcune comunità ad ottenere i vaccini, sistemi sanitari inadeguati, la noncuranza fino ad arrivare allo scetticismo dei no-vax, tanto di moda negli ultimi tempi.
In proposito, Henrietta Fore, direttore esecutivo dell’Unicef, ha detto: “Il terreno per le epidemie globali di morbillo a cui stiamo assistendo oggi è stato preparato anni fa.” L’esperta ha poi aggiunto: “Il virus del morbillo troverà sempre bambini non vaccinati. Se vogliamo seriamente evitare la diffusione di questa pericolosa ma prevenibile, dobbiamo vaccinare ogni bambino, sia nei paesi ricchi che in quelli poveri .” Attualmente, infatti, nemmeno nei paesi ricchi per il morbillo – dove le percentuali di prima e seconda dose sono rispettivamente 94% e 91% – si raggiunge l’immunità di gregge.
Simon Stevens, l’amministratore delegato di NHS England, ha avvertito che la situazione è seria. “Mettere al sicuro te stesso e i tuoi figli contro le malattie killer grazie ai vaccini, è essenziale per rimanere in buona salute, e il rifiuto del è una sorta di attentato alla salute pubblica”. Stevens ha poi continuato con un invito a e Twitter per agire contro la pubblicazione di propaganda anti-vax e le solite teorie del complotto. “Con i casi di morbillo quasi quadruplicati in Inghilterra in un solo anno, è davvero irresponsabile che qualcuno diffonda storie spaventose sui vaccini, e i dirigenti dei social media dovrebbero avere un approccio a tolleranza zero verso questi atteggiamenti sciocchi e pericolosi.”
Quello che poi preoccupa molto gli scienziati, è l’aumentata aggressività del virus, che porta a un decorso mortale per ogni 1000 infezioni contratte, oltre alle complicazioni serie anch’esse in aumento, come la cecità, l’encefalite e la polmonite.
A sorpresa sono gli Stati Uniti in cima alla lista dei paesi ad alto reddito con il maggior numero di bambini che non hanno ricevuto la prima dose del tra il 2010 e il 2017 – più di 2,5 ml -.  Gli USA sono seguiti da e Regno Unito, con più di 600.000 e 500.000 bambini rispettivamente non vaccinati durante lo stesso periodo. L’Italia è al sesto posto con 430.000 non vaccinati.
Nei paesi a basso e medio reddito, poi, la situazione si può definire critica, come afferma l’Unicef. Per esempio solo alcune nazioni, come la Nigeria, l’India, il Pakistan e l’Indonesia hanno portato avanti una di vaccinazione abbastanza capillare per i bambini al sotto dei 4 anni. Di contro almeno venti paesi dell’ sub-sahariana non hanno nemmeno cominciato il programma di immunizzazione, il che significa circa 17 milioni di bambini ad alto rischio. Il dott. Robm Nandy, capo dell’immunizzazione dell’Unicerf, ha dichiarato: “Sono estremamente preoccupato, e dovrebbero essere preoccupati tutti. Sono ormai decenni che abbiamo un valido, efficace, sicuro e ampiamente disponibile, eppure in un modo o nell’altro lasciamo che le epidemie si diffondano e i bambini continuino a morire. Incredibile!”

RK Montanarihttps://www.lavocedelpatriota.it
Viaggiatrice instancabile, appassionata di fantasy, innamorata della sua Italia.
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