Uniti per interessi: Conte si è già stufato del campo-largo (che non ha veramente vinto)

Ora che il centrosinistra ha vinto le elezioni in Sardegna, è arrivato il momento più complicato per il nuovo campo-largo: governare. Risulterà difficile infatti per Alessandra Todde, candidata espressione del Movimento Cinque Stelle, poter contare su una maggioranza che vede il PD come primo partito della coalizione. Todde però ha rassicurato i suoi, prevedendo una giunta “di grande competenza”. Che, in questo momento, non vuol dire ancora nulla. Alessandra Todde, da vicepresidente del partito pentastellato, a poche ore dalla proclamazione si è già fatta riconoscere per alcune dichiarazioni sui generis: ha prima ringraziato “tutte le donne della mia squadra”, dicendosi orgogliosa di essere la “prima donna” a governare la Sardegna, per poi sottolineare che “la Sardegna ha risposto ai manganelli con le matite”, in riferimento ai fatti di Pisa.

In realtà, però, al di là di ideologie woke e frasi dal facile consenso, Todde avrà l'arduo compito di mettere assieme due litigiosi per natura, Elly Schlein e Giuseppe Conte, che se per alcune campagne elettorali locali (qualche volta) fanno pace, a livello faticano ancora parecchio a stare insieme. Sarà in primis importante dare ascolto ai numeri: il centrodestra ha ottenuto il 48,8% dei consensi, mentre il campo-largo di centrosinistra ha raggiunto appena il 42,6%. Fondamentali, nella vittoria di Todde, il voto di Cagliari, su cui il sindaco Truzzu ha ammesso le sue responsabilità, e il meccanismo del voto disgiunto, strumento prediletto dai potentati locali, che hanno totalmente ribaltato la situazione. Il confronto dei voti sardi va fatto anche con gli ultimi dati disponibili: alle ultime politiche, nel settembre 2022, il centrodestra si era fermato al 40%, mentre il centrosinistra aveva preso il 48,8; in più, il PD è passato dal 13,5% del 2019 (le ultime Regionali) al 13,8% del 2024, mentre Fratelli d'Italia è salito dal 4,7% al 13,6% ottenuto ieri. In altre parole, nonostante la sconfitta, il centrodestra è cresciuto di otto punti percentuali, mentre il centrosinistra ne ha addirittura persi sei. Conteggi che non hanno effetto sulla composizione della Giunta regionale, i sardi hanno votato democraticamente e il centrosinistra ha vinto. Ma tali conteggi sono sicuramente indicativi dell'andamento del consenso sull'isola e in Italia – qualcuno ha addirittura parlato di spartiacque anche a livello nazionale, ma i numeri dicono ben altro – e di alcuni meccanismi di voto sui quali va fatta più di qualche riflessione.

Come detto, ora a Todde il compito più difficile: governare e unire una coalizione che nel resto d'Italia litiga spesso e pesantemente. D'altronde, lo stesso Conte, a poche ore dalle elezioni, è apparso perplesso sulla continuità del campo-largo: “Servono coesione e alleati affidabili, compagni di viaggio che ti consentano il giorno dopo di poter realizzare gli impegni presi con i cittadini”. Una piccola stoccata ai nuovi alleati, una chiamata alla responsabilità che sarà chissà quanto ascoltata. Ora occhio alle prossime elezioni regionali, dove il campo-largo presenta di più di qualche semplice difficoltà nel riunirsi. Succede in Basilicata e in Piemonte, sul quale Conte ha già mostrato incertezza: “In Piemonte – ha detto – stiamo lavorando concretamente a temi e progetti ma stiamo incontrando alcune difficoltà a condividere i medesimi obiettivi con le altre forze, in particolare con il Pd. C'è un problema, un ostacolo nei progetti”. In pratica, a poche ore dal voto, Conte si è già stufato dei suoi nuovi alleati. Staremo allora a vedere quanto ancora reggerà la fiabesca narrazione del centrosinistra.

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