Van Gogh a Palazzo Bonaparte di Roma

Vincent Van Gogh (1853-1890), un artista tra genio e pazzia. Pittore impressionista più famoso e amato dal pubblico. Finalmente alcuni dei suoi quadri saranno esposte nel Palazzo Bonaparte di Roma a partire dall’8 ottobre 2022 fino al 23 marzo 2023. Occasione per poter mirare  le 50 opere provenienti dal Museo Kröller Müller di Otterlo, Olanda, il secondo museo olandese dedicato al pittore.

Van Gogh – breve Storia

Vincent Van Gogh nasce a Zundert, Paesi Bassi, nel 1853, da Theodorus van Gogh, pastore protestante calvinista, e da Anna Cornelia Carbentus,  figlia di un benestante rilegatore di libri della corte olandese. La sua passione per il disegno iniziò fin da piccolo, anche se il padre, uomo rigido e severo, lo osteggiò in tutti i modi.  Ciononostante continuò a disegnare, ma prima di dedicarsi alla pittura a tempo pieno, svolse altri lavori tra cui quello di predicatore protestante nel Borinage, area di estrazione di carbone della Vallonia in Belgio. L’ambiente in cui viveva, una zona abitata dalle famiglie povere di minatori, diede il via alla sua voglia di esprimere il suo stato d’animo attraverso la pittura, che non lasciò fino alla sua morte, nel 1890 ad Auvers-sur-Oise, Francia. E’ qui che disegno il famoso quadro “i mangiatori di patate”; i colori sono tetri, scuri, quasi a esprimere lo stato di povertà di quelle famiglie.

Van Gogh, postimpressionista, è considerato uno dei padri della pittura moderna.

Le 50 opere di Van Gogh a Roma

Le opere esposte sono state messe a disposizione dal Museo Statale Kröller Müller. E’ il secondo museo più importante al mondo dopo il Van Gogh Museum di Amsterdam. La collezione Kröller Müller, però, è nata come privata. I coniugi Anton e  Helene Kröller Müller, tra il 1908 e il 1929, su consiglio del pedagogo dell’arte H.P. Bremmer, acquistarono i tutti dipinti, disegni, schizzi e scritti dell’artista a disposizione sul mercato, formando la collezione che oggi è custodita nel museo. Commoventi sono gli scritti dell’artista che denotano la sua sensibilità e il suo travaglio interiore: “Il giallo mi brucia l’anima”, “ho un grande fuoco dentro ma nessuno ci si riscalda mai”, “ogni colpo di pennello è una parte della mia anima che si trasferisce sulla tela”. E quando si fa ricoverare, Vincent Van Gogh scriverà: “la pittura è l’antidoto alla mia sofferenza”, “spero che la pittura contribuirà a guarirmi”.

Come è noto, le opere di Van Gogh, quando era in vita, non ebbero successo. Il Fratello Theo lo aiuterà economicamente tutta la vita. Per fortuna, a inizio novecento, le sue creazioni non andarono perdute. Fu grazie all’ammirazione di  H.P. Bremmer per i quadri di Van Gogh son giunti fino a noi; considerava Vincent Van Gogh come uno dei “grandi geni dell’arte moderna”.

All’interno della mostra, il percorso espositivo è stato organizzato secondo un ordine cronologico della sua breve e tragica vita; morì suicida a soli 37 anni. Si passa dal periodo olandese al periodo parigino, poi a quello ad Arles e di St. Remy fino al tragico epilogo di Auvers-Sur-Oise. Il pezzo forte dell’esposizione è sicuramente suo autoritratto del 1887, ma tutti i capolavori esposti mettono in risalto la sua tecnica pittorica e la sua capacità espressiva che fa di Van Gogh uno dei più grandi pittori di tutti i tempi.

Periodo Olandese

Protagonisti di queste opere del periodo olandese tra il 1883 e il 1885 furono i lavoratori e contadini nei campi e il villaggio di Nuenen. Van Gogh era ispirato da temi sociali e di vita contadina come l’opera Il Tessitore e I mangiatori di Patate; qui si nota che i colori usati  sono cupi, scuri.

Periodo Parigino

Il periodo parigino di Van Gogh va dall’anno 1886 all’anno 1888, quando Vincent fu ospite nella casa del fratello Theo che dirigeva una galleria d’arte a Montmartre. All’epoca, Parigi era il centro culturale del mondo. Qui Vincent poté confrontarsi con gli altri artisti impressionisti come Émile Bernard, Henri de Toulouse-Lautrec, Monet, Renoir, Degas. Gl’incontri con questi maestri impressionisti, cambiarono la sua tavolozza di colori, passando da colori scuri a colori più accesi e luminosi.

Le emozioni che scorrevano dentro Vincent sono descritte in una lettera inviata a un suo:” Non c’è che Parigi: per quanto difficile possa essere qui la vita, e anche se divenisse peggiore e più dura, l’aria francese libera il cervello e fa bene, un mondo di bene”.

Periodo di Arles

Partito da Parigi, Vincent Van Gogh soggiornò ad Arles dal febbraio 1888 al maggio 1889. Fu un periodo prolifico; produsse circa duecento quadri, cento disegni e acquarelli e scrisse duecento lettere, ma di tutte queste opere non ne rimasero neanche una; tutta la produzione di Arles andò perduta. Si può notare che la sua frenesia pittorica già iniziava a manifestare il suo dissidio interiore anche con crisi psicologiche.

Periodo di St. Remy

A causa della sua psicosi, Vincent van Gogh venne ricoverato nell’ospedale psichiatrico Saint-Paul-de-Mausole di Saint-Rémy-de-Provence da maggio 1889 a maggio 1890. Qui dipinse il quadro Montagne a Saint-Rémy nel luglio del 1889 a un anno circa dalla sua morte.

Ancora i suoi scritti ci aiutano a capire il suo stato psicologico: “il colore è l’unico modo di lottare contro le mie allucinazioni ed angosce”. E’ chiaro che per lui la pittura rappresenti l’antidoto alla sua sofferenza: “credo che la pittura aiuterà a guarirmi”, e ancora: “soffro di allucinazioni visive ed auditive intollerabili che mi provocano l’orrore per la vita”. Un altro dipinto di  questo periodo è la notte stellata.

Periodo di Auvers-Sur-Oise

Vincent Van Gogh si trasferì nel 1890 ad Auvers sur Oise, piccolo borgo situato nel nord della Francia, a 30 chilometri da Parigi, dopo essere stato curato nel manicomio di St. Remy. Vincent Van Gogh considerava benefica la nuova residenza tanto che in suo scritto disse:  “penso che al Nord guarirò presto”. Ci trascorse esattamente 70 giorni, giorni nei quali dipingerà 76 quadri, farà 30 disegni, scriverà 60 lettere a suo fratello e a sua madre. Nei quadri di questo periodo si possono presagire la sua premeditata morte, come il campo di grano con i cipressi; nel suo sub conscio i cipressi rappresentano la morte mentre il giallo rappresenta la vita, come nel il dipinto campo di grano con i corvi.

Tra le opere presenti nella mostra ricordiamo: dipinto olio su cartone, Autoritratto di Van Gogh, realizzato nel 1887; Gessetto nero, acquarellato grigio, acquarello bianco opaco, Contadina che spigola, realizzato nel 1885; il dipinto ad acquarello Donne che trasportano sacchi di carbone nella neve, realizzato nel 1882; il dipinto olio su tela, Il Seminatore al tramonto, realizzato nel 1888; il dipinto olio su tela  Covone sotto un cielo nuvoloso, realizzato 1890 e il dipinto olio su tela Pini al tramonto realizzato nel 1889.

Van Gogh a Palazzo Bonaparte di Roma

Il palazzo storico dove viene accolta la mostra, è stato di proprietà della Famiglia Bonaparte, da cui il suo appellativo. Costruito nel XVII secolo in stile Rinascimentale dall’architetto e ingegnere Giovanni Antonio De Rossi, fu acquistato nel 1818 dalla madre di Napoleone Bonaparte, Maria Letizia Ramolino, che vi abitò fino alla sua morte, avvenuta nel 1836. Dal 2013 è di proprietà di Assicurazioni Generali e dal 2017 sede sociale di Arthemisia, azienda leader nella produzione, organizzazione e allestimento di mostre d’arte, e prossimamente, appunto, quella su Van Gogh.

l palazzo si trova all’angolo di via del Corso e Piazza Venezia. E’ facilmente riconoscibile vista la sua bellezza architettonica che spicca dal lato che da su piazza Venezia e dove è collocato l’ingresso principale al palazzo.

Palazzo Bonaparte: Informazioni, Biglietti e Orari per vedere Van Gogh

Costo biglietti interi e ridotti

Si possono prenotare i biglietti in prevendita. Sono previste diverse tipologie di riduzione. In biglietteria i ticket costeranno 18 euro l’intero e 16 euro il ridotto. La prevendita costa 1,50 euro: , quindi, l’intero costa 19,50 e il ridotto 17.50, mentre la visita guidata, dalla durata di 80 minuti, 25 euro a persona.

Possono richiedere un biglietto ridotto, dal costo di 17,50 euro di prevendita:

  • Over 65
  • ragazzi e ragazze da 11 a 18 anni non compiuti
  • studenti fino a 26 anni non compiuti
  • appartenenti alle forze dell’ordine
  • disabili al 100 % – L. 104/92
  • giornalisti con regolare tessera dell’Ordine Nazionale (professionisti, praticanti, pubblicisti)
  • dipendenti e agenti Assicurazioni Generali

Altre riduzioni riguardano gli studenti universitari senza limiti di età che pagano 15,50 euro il martedì (esclusi i festivi); il biglietto a 10,50 euro per le guide abilitate che non accompagnano un gruppo e quello da 9,50 euro per i bambini fra i 4 e i 10 anni compiuti.

A questi, si aggiunge un’altra ulteriore opzione di ingresso: quella omaggio, con l’entrata gratuita, per cui il biglietto sarà consegnato direttamente alla cassa, senza dover inviare alcuna comunicazione in precedenza. Il biglietto omaggio è rivolto a:

  • bambini fino a 4 anni non compiuti
  • soci ICOM (con tessera)
  • un accompagnatore per disabile
  • possessori di coupon di invito
  • possessori di Vip Card Arthemisia

giornalisti con regolare tessera dell’Ordine Nazionale (professionisti, praticanti, pubblicisti in servizio previa richiesta di accredito da parte della Redazione all’indirizzo press@arthemisia.it).

Orari apertura

  • dal lunedì al venerdì 9.00 – 19.00
  • sabato e domenica 9.00 – 21.00

(la biglietteria chiude un’ora prima)

Aperture straordinarie

  • Martedì 1 Novembre 9.00 – 21.00
  • Giovedì 8 Dicembre 9.00 – 21.00
  • Sabato 24 Dicembre 9.00 – 16.00
  • Domenica 25 Dicembre 16.00 – 21.00
  • Lunedì 26 Dicembre 9.00 – 21.00
  • Sabato 31 Dicembre 9.00 – 16.00
  • Domenica 1 Gennaio 16.00 – 21.00
  • Venerdì 6 Gennaio 9.00 – 21.00

Per informazioni e prenotazioni

  1. + 39 06 87 15 111

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