Venezuela, Meloni: chiede al Governo italiano di riconoscere Juan Guaidò come Presidente ad interim

Il testo integrale dell'intervento del leader di e dei conservatori europei all'incontro “Italia con Venezuela per la libertà e la democrazia”, promosso dall'Associazione parlamentare di amicizia Italia-Venezuela e che si svolto presso il Senato della Repubblica. All'incontro è intervenuto in collegamento da Caracas il presidente Juan Guaidò.

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Carissimi,

grazie all’Associazione parlamentare di amicizia Italia-Venezuela per aver organizzato questo incontro. Saluto i tanti esponenti, anche venezuelani che ci stanno seguendo, e ovviamente non posso che salutare e ringraziare il presidente Juan Guaidò, in collegamento da Caracas, per le sue importanti parole e per aver partecipato a questa iniziativa.

Non potrei non partire in questo breve intervento se non esprimendo immediatamente il mio dispiacere per il fatto che il Governo italiano non abbia sostenuto l’opposizione libera venezuelana e la legittima richiesta di libertà e democrazia del popolo venezuelano contro il regime di Maduro.

Penso che il Venezuela riponesse nell’Italia più speranze di quante non ne riponeva in altre Nazioni, per molte ragioni: gli antichi legami che legano l’Italia al Venezuela, che sono stati rinsaldati anche dalla forte comunità di italiani, e per la tradizione di politica estera italiana, che è nota per la sua capacità di difesa dei diritti civili, sociali e politici.

Purtroppo, quelle speranze sono state tradite. L’attuale Parlamento italiano, è inutile nascondersi, è condizionato da forze politiche che hanno rapporti privilegiati e stretti con il regime cinese, grande sostenitore di Maduro. Questo elemento ha purtroppo influenzato la storica posizione della politica estera italiana, arrivando a mio avviso alla follia di fatto di sostenere il regime.

Fratelli d’Italia, partito che ho l’onore di guidare e che si definisce orgogliosamente un movimento di patrioti, è sempre stato al fianco dell’opposizione libera venezuelana. Lo è stato ancor prima che la situazione precipitasse. La nostra ia vicinanza è rafforzata dallo storico legame che esiste tra l’Italia e le Nazioni dell’America Latina. E in particolare tra Italia e Venezuela, per la numerosa presenza di venezuelani di origine italiana.

Tanto che noi dall’inizio non abbiamo smesso di denunciare l’incredibile paradosso di un’Italia e di un’Europa, che sono pronti a riconoscere lo status di profugo con tutti i privilegi che ne derivano, a chiunque, anche a persone che scappa dalla guerra e dalla violenza, ma poi chiude le porte in faccia alle richieste di aiuto dei venezuelani e segnatamente dei venezuelani di origine italiana. È grazie a Fratelli d’Italia se sono state destinate risorse aggiuntive dal Governo per potenziare la rete consolare italiana in Venezuela e se i cittadini venezuelani che hanno già fatto richiesta di cittadinanza italiana ma sono ancora in attesa di risposte possono ottenere, nelle more, almeno il permesso di soggiorno della Ue. Abbiamo fatto tutto questo perché per noi il legame di popolo e di comuni radici valoriali e culturali che esiste tra l’Italia e le Nazioni del Sud America è un patrimonio che va difeso e implementato.

Siamo stati anche il primo partito italiano a chiedere al Governo italiano di sottoscrivere – insieme a Argentina, Canada, Cile, Colombia, Paraguay e Perù –  la denuncia alla Corte Penale dell’Aja nei confronti di Maduro per crimini contro l’umanità.

Siamo stati i primi a denunciare non solo i brogli ma l’illegittima rielezione di Maduro, che era viziata sin dalla origine dall’assenza per l’esclusione violenta di alcuni partiti di opposizione. Abbiamo chiesto espressamente al Governo italiano di non partecipare, con consoli ed ambasciatori, a qualsivoglia cerimonia di insediamento. Abbiamo fatto tutto questo e poi siamo purtroppo rimasti sconcertati quando abbiamo appreso che l’Italia, in seno al Consiglio d’Europa, aveva posto il veto sul riconoscimento di Juan Guaidò come Presidente ad interim del Venezuela. Abbiamo sempre chiesto al Governo italiano di riconoscere il contesto democratico e il quadro di legalità costituzionale in cui maturava l’elezione di Guaidò a Presidente ad interim. Penso che tutto avrebbe dovuto condurre l’Italia al suo riconoscimento, purtroppo non è stato così.

Da allora la situazione è precipitata., come ci viene raccontato, oggi e non solo. Migliaia di persone arrestate, abusi e violenze anche durante la detenzione, diverse persone uccise e di altre si è persa la memoria perché sono state seppellite vive nelle “tumbe” del regime. La popolazione venezuelana è allo stremo: sei milioni di venezuelani costretti all’esodo, ogni mille bambini 31 muoiono di fame entro 5 anni, il sistema sanitario al collasso. E non va dimenticato neanche quando Maduro respinse gli aiuti umanitari della comunità internazionale. Anche questo fa capire come il regime calpesti ogni diritto e abbia ridotto al strenuo una delle Nazioni più ricche del mondo per risorse naturali. Ovviamente con la pandemia – lo ricordava il presidente Guaidò – non fa che spingere ulteriormente il Venezuela verso il baratro.

Sono qui oggi per dire che non considero non più rinviabile una presa d’atto importante della comunità internazionale. Non solo: sento il dovere di riabilitare un’Italia che, per via dell’atteggiamento ideologico e interessato di alcune forze di Governo che hanno come modello la Cina invece dell’Occidente, è stata vergognosamente contigua al regime.

Fratelli d’Italia ha chiesto e continua a chiedere che l’Italia riconosca Guaidò come Presidente ad interim del Venezuela e continua a chiedere la convocazione di libere elezioni. Per noi l’Italia deve dichiarare il pieno sostegno all’Assemblea nazionale e insistere sul fatto che una soluzione pacifica e politica può essere raggiunta solo nel pieno rispetto delle prerogative costituzionali dell’Assemblea. Noi chiediamo che l’Italia pretenda, in seno al Gruppo di Contatto, il disarmo immediato dei gruppi paramilitari e delle milizie armate di Maduro; il disarmo dei gruppi paramilitari provenienti da Stati terzi; l’immediata liberazione di tutti i prigionieri politici.

Non possiamo più perdere tempo e non possiamo accettare elezioni farsa, come quelle indette che sono state da Maduro per il prossimo 6 dicembre. Da questo punto di vista, anche da presidente del partito dei conservatori europei e in rappresentanza delle decine di partiti politici che aderiscono, non posso che garantire che non mancherà il mio pieno impegno per favorire un intervento della comunità internazionale e per garantire libere elezioni, che siano condivise, nei modi e nei tempi.

L’Italia e il Venezuela hanno un futuro da costruire e scrivere insieme: noi vogliamo contribuire a questo obiettivo, aiutando il Venezuela a liberarsi il prima possibile dalla brutale dittatura di Maduro. Questo è il mio impegno: è l’impegno di Fratelli d’Italia ed è l’impegno di ECR e della famiglia dei conservatori europei.

Considerateci al vostro fianco.

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