Verhofstadt chieda scusa. L’Italia va rispettata.

Ve lo ricordate l’Alde? No?  Ebbene, vi rinfreschiamo la memoria…  è un gruppo politico del Parlamento europeo assolutamente filo europeista, al quale non più tardi di una manciata di mesi fa, il Movimento 5stelle chiese di aderire, dicendosi pronto ad abbandonare l’Ukip, gruppo politico esattamente dall’altra parte della barricata, euroscettico fin nel midollo. Molti rimasero sconcertati per la richiesta dei 5stelle, che da sempre si dichiaravano antieuropeisti, ma tant’è, Grillo e i suoi avevano già abituato tutti a tali e tanti voltafaccia che si finiva per non farci caso. A risolvere il problema, ci pensò lo stesso gruppo europeista. Accadde che l’Alde respingesse la richiesta al mittente, e Grillo & Co. furono costretti a rientrare nell’Ukip, dove Farage li aveva intanto svestiti di ogni affidabilità, come era giusto che fosse.

Tutto questo per dire che l’Alde, attraverso  il suo capo Verhofstadt, ha appena finito di insultare l’Italia con un provocatorio quesito espresso direttamente in aula. Ha detto Verhofstadt: “La mia domanda è, presidente Conte, quando ha intenzione di finire di essere il burattino di e Di Maio?”.  Poi, non pago per l’insulto davvero pesante, ha continuato: “L’Italia è passata da Paese fondatore a fanalino di coda dell’Unione. Tutto è cominciato non con Conte ma con il malgoverno sotto Berlusconi. Il malgoverno è peggiorato sotto il vostro governo, sotto e Di Maio, i veri capi di questo governo. Un esecutivo che è antieuropeo e apertamente odioso verso altri Stati della famiglia europea, un governo che ha impedito all’Ue di essere unita verso Maduro. “  E, dopo tante castronerie dette dal biondo leader dell’Alde,  almeno su quest’ultimo punto, non ce la sentiamo di dargli torto.

Giuseppe Conte ha poi provveduto a rispondere,   naturalmente a differenza di Verhofstadt, con l’educazione che lo contraddistingue: “Io burattino non lo sono e non mi sento, forse i burattini sono coloro che rispondono a lobby, gruppi di potere e gruppi di affari”.  E al riguardo, chissà perché, queste parole ci hanno subito fatto pensare a Lily Gruber, quando impegnata in una trasmissione con Carlo Fidanza, esponente di Fratelli d’Italia, ha difeso il finanziere Soros, l’uomo che negli anni ’90 ci costò un’intera finanziaria, con una passione, con una veemenza da farci pensare che come minimo fosse un suo parente. Oppure un santo…

Certo però è che sempre di più  l’immagine dell’Italia esce offuscata da questi continui attacchi, quasi sempre gratuiti, ma comunque sempre maligni.   In  proposito ha risposto  a Verhofstadt  anche Giorgia Meloni, che ha detto: “Non è accettabile che oscuri burocrati, passacarte abituati a stare nascosti a non far nulla nei nei loro lussuosi uffici, si sentano investiti dell’autorità di giudicare la nostra Nazione sovrana, il nostro Premier, le nostre idee quando tutti rivendicano per i propri paesi la massima autonomia in ogni campo. E’ necessario, oggi più che mai, far comprendere  a tutti che Italia e italiani vanno rispettati. Per questo abbiamo le prossime elezioni europee, il 26 maggio,  e la possibilità con un voto oculato e sovranista come è quello per Fratelli d’Italia, di spiegare a questa gente che è ora di tornarsene a casa. E di restarci.”

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La Redazione de La Voce del Patriota
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