Verità sulla strage di Vergarolla e per gli italiani di Pola

Anche in queste settimane d’agosto, contrassegnate sul piano politico dalla crisi del , le battaglie della destra triestina non vanno in vacanza. Grazie ai parlamentari di Fratelli d’Italia, su richiesta della segreteria provinciale di Fratelli d’Italia Trieste, verrà presentata una proposta di legge per richiedere una commissione d’inchiesta per far luce sulla strage di Vergarolla, a Pola il 18 agosto 1946. 

“Dopo tanti anni, dopo decenni in cui parenti delle e tanti polesani non hanno ancora ricevuto una risposta, abbiamo voluto agire e chiedere che scoprire la verità e le responsabilità che hanno provocato l’attentato di Vergarolla, dove morirono tantissimi italiani istriani in tempo di pace. La più grande strage sul suolo italiano dopo la fine della guerra.

Per opportunità politiche non si volle porre l’attenzione su questa strage e ora noi vogliamo per far luce su questo terribile episodio. Pola era italiana quando accadde l’attentato quindi è dovere del Parlamento italiano adoperarsi affinché siano messe in campo, grazie anche al della Farnesina, tutte le forze per scoprire la verità: molti documenti sono secretati e in possesso delle forze che allora amministravano i nostri territori. È giunta l’ora che si cooperi in nome di una vera collaborazione europea.”

Fra i contributi utili ad inquadrare storicamente il contesto, riportiamo quello della scrittrice e poetessa istriana Ester Sardoz Barlessi scomparsa nel 2017, scriveva in un articolo intitolato “Vergarolla per non dimenticare” :

Cosa accadde? 

Pola è ancora terra italiana il 18 agosto 1946, oggi come allora è domenica, giorno di festa. Da metà giugno la popolazione viveva giorni un po’ più sereni, gli alleati avevano imposto alle truppe titine di lasciare la città, ora presidiata militarmente dagli angloamericani. Non più atti intimidatori, non più pestaggi per le strade, non più prelevamenti e sparizioni notturne degli italiani. 

Sulla di Vergarolla dentro il porto di Pola, almeno 2.000 polesani gremivano l’arenile per assistere alle gare di nuoto della “Coppa Scarioni”. 

Poco lontano ventotto mine di profondità sono accatastate sulla , quasi 10 tonnellate di tritolo, già disattivate e disinnescate da tre squadre di artificieri inglesi e italiani, scoppiarono improvvisamente. L’enorme deflagrazione causa almeno centodieci morti (109 italiani e 1 inglese), sessantaquattro identificati, per molti altri fu impossibile ricomporre i poveri resti, letteralmente disintegrati dall’esplosione, imprecisato il numero dei feriti, fra le molte donne e , essendo presenti centinaia di famiglie. 

L’ cittadino divenne il luogo principale della raccolta dei feriti: nell’opera di assistenza medica si distinse in particolar modo il dottor Geppino Micheletti, che nonostante avesse perso nell’esplosione i figli Carlo e Renzo di 9 e 6 anni, il fratello e la cognata, per due giorni non lasciò il suo posto di .

Quella di Vergarolla è dunque la prima e la più sanguinosa strage terroristica nella storia della , più orribile di Piazza Fontana, più orribile della Stazione di Bologna. L’indagine alleata stabilì che per esplodere quegli ordigni avrebbero dovuto essere nuovamente riattivati e poi innescati, quindi in nessun modo si trattò di un incidente ma di un vero e proprio attentato. 

Pare ci siano indizi “gravi e concordanti” che additano l’OZNA, la jugoslava di Tito, come responsabile dell’attentato ma nessun tribunale ha mai stabilito ufficialmente che cosa fosse successo, ma in tempi recenti l’apertura degli archivi inglesi di Kew Gardens (Foreign Office) ha permesso di avere più elementi per far luce su quanto accaduto, ma c’è ancora molto da fare per arrivare alla verità. 

L’esodo in massa coinvolse il 92 per cento degli abitanti. Dal resto dell’Istria sotto occupazione titina, migliaia d’italiani cercavano rifugio verso Pola e Trieste, al termine dell’Esodo lasciarono la terra dei loro padri in 350.000. 

Vergarolla segnò la fine di Pola e l’inizio dell’esodo, ma fu anche la prova generale della guerra fredda a livello internazionale e dello stragismo d’Italia nei decenni successivi

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