Violenza Donne. FdI: lanciata campagna di sensibilizzazione e proposte di modifica del reddito di libertà

“Oggi, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, abbiamo presentato una serie di iniziative, in tema di tutela delle vittime, che Fratelli d’Italia intende portare avanti, coerentemente con l’attenzione che il partito ha sempre dimostrato rispetto a questo drammatico fenomeno.”

Lo ha detto Cinzia Pellegrino, responsabile del dipartimento tutela vittime di Fratelli d’Italia, in conferenza stampa al Senato, nel corso dell’iniziativa “Non Solo mance! Per una reale tutela delle donne vittime di violenza”, assieme alla senatrice Isabella Rauti, ed alle deputate Lucia Albano e Maria Teresa Bellucci. “Innanzitutto un ringraziamento va a tutti i Comuni che hanno risposto al nostro appello di aderire alla campagna “Orange the World”, per colorare d’arancione tutte le città del mondo in segno del ritorno all’autonomia da parte delle donne vittime di violenza. Peccato però che il Sindaco Gualtieri non abbia risposto” e prosegue: “Altra campagna che intendiamo di diffondere è un vademecum sui ‘7 segnali di una relazione malata’, insieme ad un elenco di app utili da usare in situazioni di emergenza”.

“Su questi temi il nostro partito è impegnato sempre e costantemente, con una visione ed una strategia” spiega Isabella Rauti, vicepresidente del gruppo di Fratelli d’Italia al Senato e responsabile del dipartimento Pari opportunità, famiglia e valori non negoziabili intervenendo alla conferenza. “La campagna lanciata oggi è rispondente ad un reale bisogno e vuole colmare una lacuna, perché il problema ricorrente è proprio quello di individuare i segnali di una relazione malata in cui si annidano i rischi potenziali di condotte violente. La conferma dell’utilità della campagna viene anche dall’esito di un’indagine della commissione parlamentare d’inchiesta sui femminicidi, dalla quale emerge che, su un campione di 200 casi il 63 per cento delle vittime non aveva denunciato alle autorità competenti né si era confidata con nessuno; dato che testimonia la solitudine ed il tunnel dell’isolamento in cui scivolano le vittime. Non solo. Nel 57,4 per cento dei casi, chi uccide è il partner e nel 12,7 è un ex partner. Ai dati si aggiunge la considerazione della mancata applicazione delle misure cautelari previste, un vulnus al quale bisogna rimediare e che consolida la necessità di una campagna di sensibilizzazione come quella proposta. Le forme di violenza sono tante e diverse, esiste quella domestica e relazionale ma esiste anche il fenomeno della tratta delle donne ad opera di organizzazioni criminali che le riducono in schiavitù ai fini dello sfruttamento sessuale. considera una violenza anche il ricorso all’utero in affitto e la maternità surrogata che sfrutta il corpo femminile e le condizioni di povertà delle donne. Sul tema ha lanciato una petizione per rendere questa pratica un reato universale” conclude la senatrice Rauti.

La deputata Maria Teresa Bellucci ricorda che “tanti sono stati i progressi vissuti in Italia, come la legge 66 del 1996, la legge sullo stalking, il codice rosso e la ratifica della Convenzione di Istanbul nel 2013. Ma tanto c’è ancora da fare, sia da un punto di vista culturale che economico, perché senza risorse umane o fondi necessari è difficile avviare un percorso di ‘emergenza’ per le vittime”.

Sul tema degli interventi in tema economico poi, interviene la deputata Lucia Albano, componente della commissione Finanze alla Camera: “grazie alla collaborazione con i Dipartimenti per le Pari opportunità e Tutela vittime di è stata presentata alla Camera una modifica alla proposta del reddito di libertà, che sarebbe più opportuno chiamare assegno perché pur rappresentando un buon inizio, sarebbe necessario raddoppiare da 400 a 800 euro, oltre a incrementare il fondo per le vittime di violenza, chiedere una maggiore semplificazione delle procedure, e proporre corsi di formazione professionale come tirocini, corsi universitari e contributi per i figli”.

Conclude i lavori Ambra Sansolini, una ex vittima di violenza, che ribadisce quali sono i segnali da tenere a mente per riconoscere un rapporto ‘malato’ e consiglia a tutte le donne di troncare immediatamente la relazione malata prima che sia troppo tardi facendo appello alle proprie forze e chiedendo immediatamente aiuto.

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