Vuoi vedere che San Draghi e i suoi discepoli non facevano miracoli?

Un commento di fine anno sulla gestione della pandemia da parte del Governo.

Ieri record di contagi in Italia con circa 128mila casi, in Francia ben 206mila in 24 ore.

Di fronte a questi dati dobbiamo prendere definitivamente atto di una cosa: il Green Pass non è una misura sanitaria ma solo politica. Non serve a contenere i contagi ma solo a indurre a fare il vaccino.
I dati dimostrano che i vaccini hanno evitato una nuova ecatombe in termini ospedalieri ma anche che, alla luce delle nuove varianti, fanno poco per evitare il contagio.

Come nel 2020 non esisteva il “Sistema Italia” di Conte, ma eravamo solo indietro di qualche mese rispetto agli altri paesi europei, anche oggi – nel 2021 – abbiamo vissuto lo stesso scenario. Lo scorso anno Conte diceva che l’iniziale contenimento dei contagi (poi esplosi) era merito della sua gestione, quest’anno Draghi sosteneva fosse merito del Green Pass. Entrambe le cose erano false, sconfessate dai fatti poco dopo.

Allora, è facile dire che non possiamo prendercela con nessuno di fronte a una nuova ondata pandemica, se non con il Covid stesso. Ma per onestà intellettuale, sarebbe il caso di togliere l’aureola a Mario Draghi e far notare anche gli errori del Governo da lui presieduto.

Qualcosa si poteva fare, come potenziare i mezzi pubblici e ventilare le aule scolastiche. Assumere personale nelle Asl, visto che sono nuovamente in tilt esattamente come lo scorso anno e, se i medici non li inventi da un giorno all’altro, i centralinisti si Eppure, non è stato fatto. Per non parlare della prematura rimozione dello Smart Working nella PA.

Ma il 23 luglio, Mario Draghi presentando il Green Pass disse: “Il Greenpass è una misura che dà la garanzia di ritrovarsi con persone che non sono contagiose”. Un messaggio sbagliato che non aveva basi scientifiche ma, soprattutto, molto dannoso visti gli attuali dati dei vaccinati contagiati. Messaggio che però ha fatto abbassare inevitabilmente la guardia ai vaccinati stessi. Eppure, bastava dire la verità, ossia che il Green Pass era pensato per aumentare le vaccinazioni perché più vaccinati si hanno e meno il sistema sanitario soffre in termini di ricoveri. Ma in tal caso allora non si spiega perché non inserire l’obbligo vaccinale, facendosi carico di eventuali risarcimenti per (i pochi) effetti collaterali.

È mancata l’onestà intellettuale di dire al popolo che di fronte a un virus nuovo si doveva procedere a tentativi. Invece, tutti hanno spacciato le loro supposizioni per verità assolute, virologi compresi. Salvo poi cambiarle dall’oggi al domani.
Si doveva puntare sulla campagna vaccinale, integrandola però con il resto (Ffp2, aule, trasporti), facendo procedere di pari passo ogni aspetto.

In definitiva, dopo aver perso quasi due anni della nostra vita, specie i più giovani e i giovanissimi, ieri il Governo decide di togliere la quarantena di soggetti potenzialmente positivi ma vaccinati con terza dose (che come dimostrato dai dati non impedisce il contagio ma solo gli effetti gravi). Un dietrofront clamoroso, perché dal 2020 ci hanno detto che i tanti asintomatici dovevano stare a casa (giustamente) perché potevano propagare il virus. Ora l’esigenza di cambiare a causa di una macchina inceppata fa cambiare nuovamente la narrazione, sempre in maniera confusionaria e poco chiara. In pratica la fine del tracciamento come il modello inglese.

Probabilmente, ci sono due cose urgenti da fare: sviluppare, come invocato dallo Spallanzani, un vaccino aggiornato alle varianti e liberalizzare i brevetti per consentire una vaccinazione globale di tutti. Ma soprattutto, abbandonare la schizofrenia normativa e prendersi la responsabilità politiche delle proprie scelte, perché a pagare poi sono i cittadini e dopo due anni non ne possono più.

Alessio Scocca
Laureato in Scienze Politiche alla Luiss Guido Carli, master in comunicazione, responsabile provinciale rapporti con la stampa per Fratelli d’Italia Benevento. Consigliere comunale e fondatore del circolo FdI “Andare Oltre” di Pietrelcina.

5 Commenti

  1. direi che e’ arrivata l’ora di agire. Basta proclami ma azioni. Radunare tutti gli italiani prigionieri di questa dittatura per uno sit in di piazza a oltyranza, invito allo sciopero generale. Basterebbero 4 giorni per mandare a casa , purtroppo non in galera, ma a questo ci arriveremo spero in un secondo momento il nazista Draghi con i suoi feldmarescialli e CTS al completo

  2. a proposito. Che avete da dire invece del vostro Musumeci l’ignorante nazista assassino siciliano? pensate ancora di sostenerlo o di buttarlo fuori dal partito? grazie per eventuale risposta

  3. Esistevano anche altre scelte rivelatesi estremamente efficaci:
    1. Le cure con farmaci antinfiammatori e fluidificanti(“domiciliari”) sono efficaci al 95%.I Cov2 vanno monitorati con estrema cura e curati da subito.Ho l’esperienza personale in famiglia (7 persone di cui una centenaria!!) e tra moltissimi conoscenti.
    2.Le trasfusioni autoimmuni ideate tra gli altri dal dott.De Donno funzionano e sono anch’esse efficacissime.
    Due esempi.Perchè si osteggiano fortemente queste soluzioni?? che motivi ci sono? Non solo di salute ma politici,strategici,ideologici .E ciò non rasserena e diminuisce ancora la già scarsa fiducia in chi governa.

  4. Mi sembra che scindere il green pass dal vaccino sia un preliminare dovuto. Il primo è un atto amministrativo l’altro è un fatto sanitario. Combinare le due cose è un atto proditorio volto a ricattare chi qualche dubbio su questo vaccino che è un siero. Le medicine per curare questa che è un endemia ci sono ma si preferisce il vaccino per favorire le ditte farmaceutiche che investono e magari pagano..”Finchè c’è guerra c’è speranza” era il titolo di un film del grande Sordi; ora invece sulla pelle degli italiani si sta costruendo un dramma dal titolo “Finchè c’è il covid c’è speranza” con un governo dei migliori in cui Speranza è un ministro illuminato.

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