Zucconi (FdI): su turismo serve visione organica e non microsettoriale

Nonostante il contributo decisivo alla bilancia dei pagamenti determinato dal turismo italiano nella recente stagione estiva, dal dibattito di questi giorni sono di nuovo assenti tutti i soggetti e soprattutto le aziende che contraddistinguono questo settore, una filiera da sempre determinante per le sorti della nostra economia. L’attenzione mediatica è infatti tornata in questi giorni a concentrarsi principalmente su tematiche macroeconomiche, dando al contempo l’impressione di considerare le aziende di piccole dimensioni come figlie di un ‘Dio minore’ e tralasciando il fatto che gran parte dell’occupazione italiana, legata al settore turistico, si ritrova in questo mondo troppe volte bistrattato e costituito da quelle che Conte nel periodo della pandemia definì incredibilmente le “aziende sacrificabili” . È tempo invece di rifocalizzare l’attenzione sul comparto turistico senza fare più l’errore di considerarlo come costituito da settori indipendenti fra loro: balneare, ricettivo, ristorativo ,culturale, etc.. Il turismo dovrà dunque e finalmente essere considerato dalla politica in maniera organica, ovvero con una visione di insieme, senza la quale nessuna strategia potrà essere messa in atto ed essere in grado di comportare cambiamenti strutturali.
In questo senso il primo obiettivo dovrà essere quello di irrobustire finanziariamente le aziende del settore , di sburocratizzare passaggi fondamentali nella riqualificazione delle aziende e della loro messa a norma, di svincolare il settore ricettivo dall’assurda applicazione di provvigioni incongrue per le prenotazioni, di risolvere le problematiche relative alla stagionalità del anche con il possibile supporto delle Associazioni di categoria. Insomma un’opera complessiva di rilancio e riorganizzazione indispensabile per consentire di attingere anche in futuro a quel giacimento di ricchezza che il Turismo rappresenta per l’Italia.
Nonostante il conflitto in Ucraina e gli effetti economici che ormai da tre anni si ripercuotono nella nostra Nazione a causa della pandemia, l’estate appena trascorsa è stata un “toccasana” per le tante aziende del turismo che costellano lo Stivale. L’estate del 2022 è stata caratterizzata da un aumento dei movimenti turistici in Italia: secondo alcune ricerche, i pernottamenti prenotati sembrano essere arrivati quasi a 343 milioni. Si è trattato di una crescita dell’11,8 per cento rispetto all’anno precedente, ma il dato rimane sotto i livelli pre-pandemici. Secondo le stesse stime, sembra che la spesa turistica sia arrivata a superare i 26 miliardi di euro, nonostante l’aumento delle tensioni internazionali. Tenendo da conto solo la Regione Toscana, le presenze turistiche nei mesi di giugno, luglio e agosto hanno segnato un +17,6% rispetto allo stesso periodo del 2021. In totale gli arrivi nelle strutture ricettive sembravo aver raggiunto circa i 5,4 milioni, mentre il dato delle presenze indica 22,5 milioni, con un risultato che avvicinerebbe il sistema ricettivo regionale ai valori pre-pandemia: -4,8%.
Sono risultati importanti nonostante la presenza di problematiche importanti sulle quali il Governo uscente non è riuscito a dare risposte concrete. Innanzitutto i lavoratori stagionali: secondo i dati diffusi da Unioncamere, Federturismo e ANPAL la mancanza di personale per i servizi alberghieri, della ristorazione e accoglienza è stata stimata solo per i mesi tra maggio e luglio scorso in circa duecentomila unità, a fronte di un fabbisogno di lavoratori pari a circa 387 mila persone, il che ha significato che le aziende del comparto sono riuscite ad assumere poco solo i due terzi del personale del quale avrebbero avuto, invece, necessità. Il caro-energia ha impattato già pesantemente dall’estate 2021 e continuerà a farlo con maggiore aggressività nei mesi a venire senza un intervento repentino, senza l’inserimento di un tetto europeo al prezzo del gas e senza il disaccoppiamento del prezzo del gas da quello dell’energia prodotta con altre fonti, senza una diminuzione dell’iva. Secondo i più recenti calcoli una tale azione necessiterebbe di una copertura di 3-4 miliardi di euro, ma avrebbe degli effetti molto importanti sulle bollette, dando finalmente respiro a famiglie e imprese. La necessità di una visione di insieme, di un approccio strutturale è quello che da sempre chiede Fratelli d’Italia e ciò che ci ha spinto nell’aprile del 2019 a presentare una legge quadro sul turismo a mia prima firma , purtroppo colpevolmente e totalmente osteggiata dalle forze della maggioranza, che intendeva dare risposte strutturali, di insieme e di prospettiva all’intero Mondo del turismo italiano. Ora però, con la vittoria di Fratelli d’Italia alle recenti elezioni, si apre un nuovo scenario per anche per il settore del turismo , un futuro dove finalmente le micro e piccole aziende del settore verranno sicuramente tenute nella giusta e doverosa considerazione.

Riccardo Zucconi, Deputato Fratelli d’Italia.

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