mercoledì, Agosto 5, 2020

Militari in spiaggia a Ventimiglia, risponde il ministero della difesa. Toppa peggiore dello strappo.

Le immagini dei militari in mimetica e con i mitra sulle spiagge di Ventimiglia a controllare che i bagnanti adottassero le norme di distanziamento sociale, come c’era da aspettarsi, hanno scatenato un vespaio di polemiche.

L’indignazione per l’evidente sproporzione dell’intervento è stata più o meno corale, anche perché a far da contraltare alle scene degne di Apocalypse Now in Liguria c’erano quelle degli gli sbarchi di centinaia di clandestini in Sicilia e delle fughe dai centri di accoglienza, sguarniti di controlli e protezione.

Ci si è domandati dunque chi avesse chiesto la presenza dell’esercito sulle spiagge e chi ne avesse autorizzato l’intervento. Su queste domande legittime si è innestata la risposta del Ministero della Difesa, che in uno scarno comunicato stampa espressamente ha affermato che “nessun soldato svolge attività regolare negli arenili. I servizi di presidio propri dell’operazione strade sicure sono condotti nella città di Ventimiglia come in altre città costiere della penisola, ma non prevedono disposizioni operative per il pattugliamento di spiagge”.

Il Ministero chiude dicendo che si sarebbe trattato di un intervento occasionale e non operativo finalizzato ad un’attività giornalistica. Ma dunque cosa ci stavano a fare i nostri militari in spiaggia armati fino ai denti? Se non si trattava di un intervento “operativo”  qual è stato il senso? Quale sarebbe la finalità giornalistica? Perché se l’intento era quello di comunicare efficienza delle forze armate, chi ha avuto questa geniale idea deve fare un corso base di comunicazione.

In un momento disperato in cui ci si avvicina pericolosamente al baratro del default di molte attività ricettive e turistiche, fotografare spiagge presidiate dai soldati è un pessimo biglietto da visita.

In un momento in cui le coste della Sicilia sono martoriate da un numero di sbarchi senza precedenti e il suolo nazionale è diventato terra di nessuno, perché le forze di pubblica sicurezza non sono messe nelle condizioni di arginare l’emergenza è inaccettabile vedere l’esercito alle prese coi bagnanti senza mascherina.

Migranti positivi scappano, sfuggono ai controlli e generano nuovi focolai, ma i nostri soldati sono inviati a pattugliare gli arenili alla stregua di bagnini. Questa è l’immagine che si è data. Ebbene qualcuno deve rispondere per il pessimo servizio fatto all’Italia con quelle foto che hanno fatto il giro del web e che scoraggiano i pochi turisti che hanno deciso comunque di partire.

Qualcuno deve prendersi la responsabilità di questo disastro che lede sia l’immagine dello Stato che dei nostri soldati e contemporaneamente, per non farsi mancare nulla, provoca un danno incalcolabile all’economia turistica della Nazione, già martoriata da un governo del tutto chiaramente ostile alla rinascita del settore.

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