Amazon, Rampelli (VPC-FdI): il colosso del commercio elettronico cannibalizza anche Sanremo

Il pres. sottoscriva l’appello della Merkel contro lo strapotere delle piattaforme elettroniche a tutela della sovranità digitale

“Con il nuovo governo, di cui molti amici fanno parte e con i quali Fratelli d’Italia condivide il valore dell’economia reale, è necessario regolare con leggi ferree giganti globali come Amazon e Booking.com che cannibalizzano le nostre realità economiche. Condivido quindi quanto emerso nell’appello lanciato dai quattro capi di governo di Stati Ue, la cancelliera Angela Merkel e le prime ministre di Estonia Kaja Kallas, della Finlandia, Sanna Marin e della Danimarca Mette Frederiksen, che hanno chiesto alla Von der Leyen una più severa regolamentazione degli operatori di piattaforme”. È quanto scrive il vicepresidente della dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia in un editoriale sul Secolo d’Italia.

“In questi giorni, una nuova iniziativa di Amazon conferma la pervasività del gigante del commercio elettronico. Invece di rallegrarci per quanto Amazon fa per l’Italia, domandiamoci quanto l’Italia fa per Amazon. Dopo aver praticamente fatto miliardi con la sfruttando la chiusura dei negozi italiani, aver venduto con il proprio marchio prodotti enogastronomici lucrando sull’italian sounding, dopo aver aperto decine di stabilimenti in Italia, imponendo ai varianti urbanistiche stravolgendo territori, dopo aver illuso decine di migliaia di lavoratori con contratti discutibili e impedendo tutele sindacali, oggi Amazon ha trovato un nuovo canale per aumentare la sua presenza in Italia: il festival di Sanremo creando una piattaforma per la vendita delle canzoni, ingaggiando l’artista Gianni Morandi che duetta con l’assistente vocale Alexa”.

“Eccoci quindi- ha proseguito Rampelli – di fronte a nuovo passo verso la desocializzazione e l’atomizzazione della nostra identità, alla dissolvenza della musica ascoltata nei concerti, alla trasformazione del melomane in anonimo possessore di carta di credito che paga, scarica e ascolta, alla sostituzione del genere umano con gli androidi, che è poi quello che fa Amazon nei suoi magazzini, ultrarobotizzati”.

“Desta sconcerto poi – ha aggiunto – l’accoglienza col quale si accetta in Italia questa posizione dominante come se il gigante dell’e-commerce facesse beneficenza. Ma, parafrasando Kennedy, invece di sottolineare cosa Amazon fa per noi, chiediamoci che cosa l’Italia fa per Amazon. Quanto incassa dal italiano? Mentre sappiamo quanto Amazon investe in l’Italia, è ora di rivelare tutti i dati: - cosa nota- e profitti cosa ignota. E sono sicuro che questa Nazione- sia per il tycoon uno dei più proficui”.

“Che cosa incassiamo noi come Stato? – ha concluso Rampelli – Briciole. Allora, presidente , che cosa aspettiamo? Firmi anche lei l’appello delle donne che guidano la Germania, l’Estonia, la Finlandia, e la Danimarca. L’Italia non può solo generare ricchezza di giganti economici che cannibalizzano la nostra economia fatta di piccole imprese senza che paghino adeguate tasse in Italia. Una parte di quelle nuove entrate potrebbero essere destinate a ristorare i settori commerciali maggiormente colpiti dalla e dal commercio elettronico e creare un’infrastruttura tecnologica tutta italiana attraverso cui promuovere le nostre realtà produttive”.

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