Attentato Sinagoga Roma, Meloni: giorno atroce e indelebile per Italia intera

“Ricorrono oggi i quaranta anni dall’attentato compiuto da un commando palestinese contro la Sinagoga di Roma durante la celebrazione religiosa di Shemini Atzeret. In quel giorno, così atroce e indelebile per l’Italia intera, perse la vita Stefano Gaj Tachè e rimasero ferite quaranta persone. Un dolore che ci portiamo dentro perché Stefano, un bambino di soli due anni, poteva essere nipote, figlio o fratello di ognuno di noi. Il nostro impegno a non dimenticare ma anche a cercare la verità”.

Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

Redazione
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La Redazione de La Voce del Patriota

2 Commenti

  1. Ben detto. MA ricordiamo che pochi giorni prima da un corteo della CGIL venne lanciata una bara all’interno del recionto della sinagofga maggiore. E che il giorno dell’attentato la scorta armata della polizia era stata tolta. DA chi e perchè?

  2. Trovo appropriata la condanna dell’attentato alla Sinagoga di Roma da parte di Giorgia in un momento particolare dove lei sta per prendere le redini del governo.
    È ovvio che agli occhi della sinistra appare come una trovata pubblicitaria, un tentativo di dipanare un’eventuale aura di antisemitismo, se mai Giorgia abbia avuto certi sentimenti.
    Il nocciolo della questione è che l’attentato alla Sinagoga non è stato un gesto antisemita perché gli autori stessi, i palestinesi, appartengono alla razza semita ed è fuori discussione che non potrebbero mai odiare pure se stessi….
    Fu un gesto che a suo tempo si inquadrava nella risposta palestinese ai massacri di Sabra e Chatila in Libano, perpetrati dalla fazione Maronita di Pierre Jemayel su ordine di Israele ed era anche conseguenza della politica iniziata da Golda Meir di persecuzione dei palestinesi anche fuori dei confini di Israele.
    Logico ammettere che far saltare in aria una Sinagoga a Roma ed uccidere un bambino non avrebbe potuto mai alleviare il dolore dei palestinesi in quanto gesto stupido, anche a livello politico.
    Il problema grosso che ne deriva però per la destra come FDI è che ogni volta che si condannano gesti e azioni attuati contro Israele o la comunità ebraica nel mondo, innanzitutto si è costretti a scindere le azioni di rappresaglia dei palestinesi, che entrano nel quadro di una guerra dove comunque è difficile trovare chi ha torto o ragione tra i 2 contendenti, dalle azioni dei gruppi antisemiti europei, dove si entra in un terreno ideologico.
    Lasciando da parte i discorsi di Olocausto e Soluzione Finale, etc., però molte persone con ideologia di destra, tipo il sottoscritto, che orientamento devono tenere?
    Ammettere che da adesso Israele ha sempre ragione, anche sapendo ch6 si sono appropriati della terra dove vivevano altre persone senza mai abbozzare un tentativo di convivenza armonica, tra l’altro perseguitando non solo i palestinesi di religione islamica ma anche quelli di religione cristiana?

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