Aumentano le tasse, aumenta il debito ecco perchè FDI dice no alla Manovra

Il Governo M5S-Lega boccia le proposte di Fratelli d’Italia presentate come ordini del giorno alla manovra. La maggioranza ha respinto quelle che erano le istanze che il partito di ha raccolto dal territorio e dalla parte produttiva della Nazione. Una conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, che il governo Conte non ha voluto e saputo impostare un provvedimento che andasse realmente incontro alle esigenze del popolo italiano, lasciando alle parole e non i fatti il “cambiamento” tanto annunciato.

Il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha spiegato le ragioni del no alla manovra di Fratelli d’Italia precisando che “Fratelli d’Italia ha votato contro la manovra del governo perché ricalca drammaticamente le politiche portate avanti negli anni scorsi dalla sinistra e da Renzi. Aumentano le tasse, aumenta il debito, aumenta la spesa pubblica e FdI non ci sta. Gli italiani lo scorso 4 marzo hanno votato in massa per mandare a casa Renzi: ora non si meritano un’altra manovra scritta da Renzi”.

E oggi il governo e la maggioranza grillo leghista hanno bocciato molte delle 32 proposte presentate da Fratelli d’Italia come ordine del giorno alla manovra. Tra i provvedimenti respinti ci sono anche le istanze che in questi mesi Giorgia Meloni e FdI hanno raccolto dal territorio e dalla parte produttiva della Nazione.

Bocciata la proposta di escludere definitivamente dalla direttiva Bolkestein le concessioni demaniali turistico balneari, i porti turistici e i punti di approdo della nautica da diporto. Bocciata la richiesta di riduzione delle accise sui carburanti e quella di destinare alle regioni del sud Italia il 50% delle risorse per gli investimenti pubblici sulle infrastrutture anziché solo il 34%. E ancora: bocciata la proposta sui medici ospedalieri e il contratto scaduto da ormai 10 anni; bocciata la proposta di raddoppiare le pensioni d’invalidità, oggi ferme a 300 euro al mese per la disabilità visiva e ancora meno per le altre forme di disabilità.

La maggioranza ha, invece, accolto, ma come raccomandazione, l’odg di Fratelli d’Italia di prevedere non meno di 70 milioni per il 2019 il finanziamento per l’attuazione della legge Meloni sui dispositivi per non abbandonare bambini in auto che è stata approvata trasversalmente da tutte le parti politiche.

Bocciata, invece, la richiesta di riconoscere a Roma la centralità della Capitale con la previsione e lo stanziamento di fondi e risorse speciali rafforzandone i poteri.

Un no che non è andato proprio giù a Giorgia Meloni che ha colto l’occasione per rivolgere al sindaco Raggi l’ennesimo appello: “Continua l’accanimento della maggioranza grillo leghista contro Roma: bocciato l’ordine del giorno presentato da Fratelli d’Italia alla manovra per dare più poteri e risorse alla Capitale d’Italia, sul modello di quanto accade in tutte le Nazioni del mondo. Aspettiamo ora che il Sindaco Virginia Raggi faccia sentire al Governo lo sdegno dei romani” ha scritto su Facebook.

E poi il Global compact perché nel corso della giornata l maggioranza grillo leghista ha per l’ennesima volta glissato sul documento ONU respingendo l’odg con cui FdI chiedeva di non finanziare alcuna attività connessa alla sua sottoscrizione: “Lega e M5S bocciano l’ordine del giorno di Fratelli d’Italia alla manovra che chiedeva al governo di non versare soldi al fondo per Global Compact – ha detto Meloni- incomprensibile il voto e incomprensibile il silenzio dei rappresentanti dell’Esecutivo, che in Aula non hanno chiarito se il governo stia già spendendo o meno soldi per questo fondo. Fratelli d’Italia continuerà la battaglia contro questo folle documento Onu finché dalla maggioranza e dal governo non arriverà un messaggio chiaro e definitivo No Global Compact”.

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