Azione Universitaria Firenze – Dagli Studenti UniFI lettera aperta al Professore Giuseppe Conte

Stimatissimo Professor Giuseppe Conte,

come studenti dell’Università degli Studi di Firenze Le scriviamo questa lettera aperta in merito al da Lei pubblicato negli scorsi giorni sui suoi profili social, nel quale Lei invita noi giovani ad aprire gli occhi rispetto ad una fantomatica proposta, avanzata da e Fratelli d’Italia, all’interno degli “appunti per un programma conservatore” il cui testo è stato discusso lo scorso maggio in una conferenza programmatica di Fratelli d’Italia.

Le confessiamo che – come movimento universitario – quotidianamente ci occupiamo dei problemi dei giovani diversamente da chi, invece, è solito svegliarsi dal torpore solo nei mesi antecedenti le tornate elettorali.
In tutta franchezza, siamo sinceramente sconcertati dal fatto che tali esternazioni provengano da un Professore universitario che, quantomeno da quando è in politica, ha forse perso la voglia di leggere con attenzione.

Siamo allibiti che un tale travisamento arrivi proprio dall’alto della Sua autorevolezza. Da Professore ci ha sempre insegnato a comprendere bene il testo delle norme, a contestualizzare e mai a decontestualizzare, ad approfondire e non a leggere superficialmente, a verificare le circostanze e non a sparare parole a caso. E così, dopo tutti questi anni di cattedra, alla forse disperata ricerca di qualche (sperato) punto percentuale in più alle elezioni politiche viene meno a tutti i suoi insegnamenti.

Non crediamo certo di doverle spiegare noi che Fratelli d’Italia non voleva evidentemente introdurre una società orwelliana – come da Lei gridato – riferendosi, piuttosto, all’interno del documento ad una serie di provocazioni e spunti di alcuni esponenti della società civile, che non rappresentano le proposte e il programma elettorale del partito dato che – come anche Lei sa bene – non è stato ancora pubblicato.

D’altronde, come sottolineato dalla stessa in un pubblicato sulle sue pagine social, non esisterà nessuna forma di intelligenza artificiale ma, bensì, un sistema assistenziale che differenzi chi non può lavorare da chi può farlo: i giovani devono essere messi nelle condizioni di poter svolgere un dignitoso e all’altezza dei loro studi.

Professor Conte, se avesse forse dedicato qualche minuto o anche solo qualche secondo in più alla lettura del documento (magari) si sarebbe accorto della realtà dei fatti.

La rimandiamo, quindi, al prossimo appello nella speranza che si presenti più preparato…

1 commento

  1. Una bella lezione di civiltà e cultura che ci fa comprendere come, a volte, l’intelligenza non sia direttamente proporzionale ai “titoli” acquisiti!

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