Caso Covid alla Caserma Serena, forte protesta dei migranti. De Carlo: “Allarme sanitario, rispettino le leggi”. Visentin: “Vengano subito espulsi”

“Gli italiani hanno sopportato per mesi le leggi che hanno imposto la quarantena e che hanno minato la nostra economia, la rispettino anche i profughi senza alimentare altre pericolose tensioni”: il deputato e coordinatore veneto di Fratelli d’Italia, Luca De Carlo, reagisce così alla protesta degli ospiti della Caserma Serena di Casier, nel Trevigiano, dopo che uno degli operatori della struttura è risultato positivo al Covid-19.
“Chi è venuto a contatto con una persona positiva deve essere sottoposto a tampone e rispettare la quarantena: lo stabiliscono le leggi di quello stato che ospita tutti quei signori che questa mattina hanno protestato”, sottolinea De Carlo. “Lo devono fare per tutelare la loro salute e quella di chi può venire a contatto con loro in strada, nei negozi e nei posti di lavoro: si rischia di accendere un nuovo focolaio e di lanciare l’ennesimo allarme sanitario, dopo che mesi di sacrifici hanno portato finalmente a una situazione quasi di normalità. Tutto questo non è accettabile”.
Gli fa eco il consigliere comunale di Treviso, Davide Visentin: “Questa mattina sono intervenuti gli uomini della Polizia Locale, della Questura e dei Carabinieri per riportare la calma: chi si è reso protagonista dei gravi momenti di tensione deve essere subito identificato ed espulso. Non possiamo ospitare gente disposta a mettere a rischio la salute di tutti per un suo capriccio”.
Visentin, in continuo contatto con chi vive nella zona, chiede un segnale deciso da Roma: “I residenti sono esasperati, da anni vivono una situazione ad altissima tensione e i problemi sono quotidiani. Per questo, chiedo all’onorevole De Carlo di farsi portavoce dei problemi di questa zona per farci tornare a vivere in sicurezza e tranquillità”.
Appello subito raccolto da De Carlo: “Qui si gioca con la vita delle persone. Per anni si è parlato dell’accoglienza diffusa come sistema ideale per gestire l’ e ancora esistono realtà come la Caserma Serena dove vivono più di 300 persone. È fondamentale intervenire: mi attiverò a Roma e sul territorio per ridare una vita “normale” a chi vive nelle nostre città”.

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