Cina. Terzi (FdI): importanti gli accertamenti sulle attività di collaborazione tra le polizie italiana e cinese

“Nel corso del question time di oggi al Senato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, è intervenuto in risposta al senatore di Fratelli d’Italia, Andrea De Priamo che ha posto la preoccupante questione delle 116 stazioni di polizia in 50 Paesi dislocate dal governo cinese, formalmente con funzioni di cooperazione tra forze di polizia, ma in realtà finalizzate ad attività illegali secondo gli ordinamenti dei 50 Paesi ed utilizzate per operazioni extra-territoriali condotte da Pechino. Secondo la recente pubblicazione del rapporto di Safeguard Defenders, tali attività sotto copertura permetterebbero, in particolare, ai tentacoli di Pechino di controllare le comunità all’estero, consentendo quindi al Partito Comunista Cinese di monitorare il dissenso, esercitare pressioni illegali, arrestare e rimpatriare forzosamente cittadini cinesi dissidenti. Si tratterebbe di oltre 100.000 casi in tutto il mondo. Nel suo intervento, il ministro Piantedosi ha ricordato che il nostro Paese ha raggiunto tre accordi con la polizia cinese. Quello siglato nel 2017, dopo l’approvazione, il 28 giugno 2017, della Legge sull’intelligence nazionale della Repubblica Popolare Cinese, è stato sospeso nel 2020 per ragioni legate alla pandemia e non sarà rinnovato. Gli altri rispettano la reciprocità e rientrano nel quadro della lotta alla criminalità organizzata. In merito all’aspetto più sensibile della questione, cioè le operazioni clandestine, il ministro ha affermato che sono in corso accertamenti rispetto alle tre principali stazioni di polizia italiane coinvolte, ovvero quelle di Roma, Milano e Prato e che al momento non sono emerse criticità di grave entità. Le indagini sono ancora in corso e proseguiranno avvalendosi anche della collaborazione con i servizi d’intelligence. Sarebbe inquietante se dovessimo accettare una situazione nella quale forze di polizia cinesi – addestrate ad operare in regioni come quella dello Xinjiang, dove la minoranza uigura subisce vessazioni gravissime – collaborano con i nostri agenti sul nostro territorio. Ho fiducia completa nel del governo rispetto ad un terreno molto scivoloso che merita attenzione costante, a cominciare da quella del Parlamento. Non dobbiamo dimenticare che la Cina è per alcuni versi un partner, ma per altri, come definito dall’Unione europea e dall’alleanza atlantica, un ‘rivale sistemico’”.

Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Giulio Terzi di Sant’Agata, presidente della Commissione Politiche Ue del Senato.

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