Commissione d’inchiesta sulle Banche: la proposta di Fratelli d’Italia presto in aula

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I parlamentari di Fratelli d’Italia per primi hanno depositato presso Camera e Senato il disegno di legge di istituzione di una nuova commissione d’inchiesta sulle banche, proposta poi replicata da altre forze politiche. Il Ddl n. 494 al Senato è stato infatti assegnato in Commissione e verrà a breve discusso.

Il Ddl è volto a istituire una nuova Commissione parlamentare di inchiesta per indagare e accertare le cause dei dissesti verificatisi, approfondendo il lavoro già svolto dall’analoga Commissione istituita, sul finire della XVII legislatura. La Commissione Parlamentare d’inchiesta sul Sistema Bancario della passata legislatura ha evidenziato le profonde difficoltà del sistema bancario italiano, ma visto il ritardo con la quale è stata instituita non è potuta giungere a una completa e dettagliata conoscenza delle dinamiche e delle cause che hanno portato al fallimento di numerosi istituti di credito. Viene considerato perciò il lavoro della passata Commissione d’inchiesta non terminato e necessario che esso riparta, forte anche del percorso e delle conoscenze sino ad ora ottenute.

La mancata attività di vigilanza di Bankitalia e Consob. Il partito di punta il dito contro le cattive condotte delle banche analizzate durante i lavori della commissione che hanno anche fatto emergere le gravi mancanze delle nostre autorità di vigilanza (Banca Italia e Consob) nel saper prevenire e/o arginare tale cattive condotte. In particolare va sottolineato la totale inadeguatezza degli organi di vigilanza nel periodo 2012-2014 dove le banche, analizzate dalla commissione, nonostante mostrassero chiari segnali di crisi hanno potuto collocare presso la loro clientela azioni e altri strumenti di capitale. Situazione aggravata dal comportamento di Consob e Banca d’Italia che invece di intervenire – la prontezza è tutto – si impantanavano in esercizi di segretezza e procedure burocratiche auto inflitte e non richieste dal legislatore.

Dal 2014 i poteri della vigilanza, sia bancaria sia dei mercati, è stata ridisegnata e fortemente ampliata anche se rimangono necessari interventi a livello sovrannazionale per coordinare e semplificare le molteplici – troppe – strutture che operano ed intervengono a livello europeo e nazionale.

Per Fratelli d’Italia l’intervento principale da compiere è la libertà d’informazione e la diffusione. Solo un sistema bancario e di vigilanza trasparente può garantire un efficace protezione dei risparmiatori anche attraverso:

  1. Abolizione del segreto d’ufficio sulle ispezioni condotte dalla Vigilanza di Banca Italia e Consob, l’informazione corretta non è mai destabilizzante.
  2. Condivisione in unico database di tutte le informazioni in possesso dei vari organi di vigilanza italiani, come avviene in altri paesi europei, per esempio la Germania.
  3. Ridisegnare un ruolo, nel rispetto del principio delle autorità amministrative indipendenti, e un’effettiva capacità di indirizzo del Ministro dell’economia e finanze, la cui funzione, a seguito alle modifiche normative attuate, è inesistente. Tale percorso può essere perseguito rivedendo anche le funzioni del Comitato interministeriale per il credito e risparmio, ad oggi un ente inesistente.

I “patrioti” denunciano un sistema con creditori (le banche) e debitori (le imprese) dissennati, impegnati in un crescente indebitamento e la sua continua “monetizzazione” che aveva l’unica funzione di nascondere e rinviare i problemi reali debba essere oggetto d’inchiesta. Quindi, la cattiva gestione del processo del credito, che ha creato un volume ingenti di crediti deteriorati, deve essere oggetto di seri approfondimenti nella nuova commissione d’inchiesta per comprendere meglio i meccanismi e le procedure che guidano l’erogazione del credito in Italia, per definire e rendere più efficaci le possibilità di aggredire i patrimoni dei “prenditori” da parte della magistratura, per trovare strade perseguibili nella gestione dell’elevato volume degli NPl, per arginare le tecniche di cartolarizzazione del credito con cui le banche erogano crediti  non per essere mantenuti ma per essere ceduti venendo meno alla loro funzione naturale. Questo lavoro dovrà permettere di intervenire celermente almeno su due fronti:

  1. Prevedere per legge di rendere pubblici i nominativi dei principali debitori insolventi delle banche sottoposte ad intervento ed aiuto dello Stato.
  2. L’inasprimento di tutte le sanzioni, amministrative e penali previsti dal nostro ordinamento per coloro che compiano operazioni di prestito non corrette.

Infine la nuova commissione proposta da Fratelli d’Italia dovrà far luce sulle troppe “monarchie” ai vertici del sistema bancario. Queste gestioni autoreferenziali hanno ovviamente prodotto uno scadimento continuo e costante dell’erogazione del credito che rispondeva a logiche amicali piuttosto che di merito. Altra conseguenza e che questi Istituti si sono lanciati in acquisizioni, che risulteranno drammaticamente e palesemente sbagliate e saranno il presupposto di tutte quelle procedure fraudolente messe in atto: da titoli collocati alla clientela in pieno spregio delle regole Mifid ai finanziamenti baciati, alla vendita di derivati.  Questo scenario è stato di fatto consentito da Banca Italia che ha permesso e garantito la stabilità dei gruppi di potere e incoraggiato la crescita dimensionale degli istituti portando spesso a gruppi non solo troppo complessi per essere controllati in maniera efficace, ma troppo articolati per essere gestiti correttamente. Una realtà che ha visto gruppi dirigenti bancari appropriarsi di ingenti utili e poi scaricare su azionisti, risparmiatori e contribuenti il fallimento delle proprie azioni, mettendo il proprio patrimonio a riparo grazie ad una normativa italiana sui fallimenti e sulla bancarotta totalmente inadeguata.

Gli interventi da attuare sarebbero quindi:

  1. Affrontare il tema delle fusioni ed acquisizioni in un’ottica prudenziale, coinvolgendo anche l’autorità antitrust nazionale al fine di evitare di trasformare il settore in un oligopolio.
  2. Legare gli stipendi di manager e dirigenti bancari, con clausole di restituzione, all’andamento della banca nel lungo periodo per evitare comportamenti da “veduta corta” miranti a massimizzare gli utili nel breve periodo a danno della solidità dell’istituto.
  3. Intervenire sulla possibilità di aggredire il patrimonio e perseguire gli amministratori e dirigenti delle banche agendo sulla normativa fallimentare.

Sulla Commissione d’inchiesta sulle banche proposta da Fratelli d’Italia leggi la prima parte qui.

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