Covid-19. La Pietra (FdI): crisi insostenibile della pastorizia. Serve piano organico non mancette

“La pastorizia sta attraversando una insostenibile, aggravata dall’emergenza sanitaria del Coronavirus, e non bastano più le mancette ma occorre un piano organico e strutturale del settore. Negli ultimi vent’anni c’è stato un crollo verticale di capi ovini, che significa che aziende agricole e allevamenti non ci sono più, che spariscono anno dopo anno. I problemi sono tanti e si sono aggravati nel corso degli anni. Uno dei principali, il calo del prezzo del latte alla stalla. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un cambiamento repentino del prezzo del latte, sempre al ribasso, e anche durante l’emergenza Covid-19 i trasformatori, anch’essi travolti dalla , hanno fatto ricadere sugli allevamenti del territorio le conseguenze di questa , portando il prezzo del latte ben al di sotto del costo medio di produzione. E tutto questo nonostante le G.D.O abbiano incrementato le vendite e i prezzi per tutto il periodo dell’emergenza, mentre i trasformatori avessero incrementato il prezzo dei formaggi di circa il 7 per cento. Altro grosso problema che impatta sul settore ovino è il prezzo della carne degli agnelli, venduta a un prezzo che oscilla tra i 2,50 e 4 euro al kg nei periodi di festività, ma che non ricopre le spese di allattamento e crescita dell’animale. Infatti, un allevatore ogni 100 capi in produzione tra il costo del latte e quello delle carni perde mediamente dai 35 ai 50 euro a capo ogni mese di lattazione. Un’ulteriore dramma è, poi, la vendita della lana che da anni non ha ed i pastori si ritrovano a combattere con verbali per smaltimento abusivo, ma essendo un prodotto animale non è assolutamente inquinante e può essere usato insieme al letame per concimare il terreno. A questo si unisce la debolezza dei produttori all’interno della filiera e la loro scarsa propensione a fare sistema, il che va a discapito del potere contrattuale lasciando ai pochi soggetti che governano il la possibilità di stabilire le regole. Infine il costante aumento dei costi di produzione per gli . E l’allevamento è da tempo alle prese con una strutturale che ha come effetto la mancanza di reddito per le aziende e fra le cause la non adeguata valorizzazione dei prodotti, sia della carne sia del formaggio. Il rilancio del settore dovrà passare dalla risoluzione dei problemi, ma anche da una strategia che possa garantire una prospettiva concreta di sviluppo, investendo in ricerca e innovazione. Intervenendo, inoltre, sugli aspetti commerciali: oggi le difficoltà maggiori sono legate alla valorizzazione del prodotto, in particolar modo DOP e , e alla collocazione su nuovi mercati sia nazionali che esteri, oltre che al rafforzamento in quelli esistenti. Ci sono difficoltà nel farli conoscere sui mercati internazionali: servono ricerca, innovazione e investimenti. Senza dimenticare l’emergenza dei predatori perché se non riusciamo a risolvere questo problema annoso rischiamo di vanificare qualunque tipo di strategia che possiamo mettere in atto. Per risolvere i precedenti problemi devono attivarsi immediatamente le Regione e le varie associazioni di categoria, per tutelare e proteggere il lavoro di svariati allevamenti presenti sul territorio, che giorno dopo giorno stanno abbandonando le proprie aziende”. Lo ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Agricoltura del Senato, Patrizio La Pietra.

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