Covid, la sinistra ammette le proprie paure e ostacola la Commissione d’inchiesta

È ormai chiaro che nascondersi dietro la scusa dell'emergenza mondiale non basta più. In pandemia tutto poteva svolgersi meglio di quanto è stato fatto e chi si è mostrato negligente ne risponderà con la propria responsabilità. Sembra infatti che qualcosa si stia muovendo e stanno venendo fuori, a macchia di leopardo, delle importanti novità. Come quella che riguarda la gestione dei primissimi giorni della pandemia, dei primi casi di infezione da coronavirus, dei segnali inascoltati del governatore lombardo Attilio Fontana – lui che le infezioni ce le aveva in casa – e della lentezza con cui Giuseppe Conte, all'epoca dei fatti a capo del governo giallo-rosso, recepì le informazioni e organizzò la risposta all'emergenza. Salvo poi “rimediare” almeno nella narrazione, chiudendo inutilmente tutta Italia e non solo le zone più colpite, col solo effetto di essere apparso inconsistente quando serviva e inopportunamente duro laddove non era necessario. O ancora lo scandalo in cui si è ritrovato il governatore campano Vincenzo De Luca che, nella pienezza dell'immodestia che ha colpito molti amministratori locali durante la pandemia, fece creare dei green pass regionali a spese dei cittadini campani per un totale di quasi 4 milioni di euro; green pass che giacciono ancora lì, accatastati nelle Asl, mai utilizzati. E pure Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, si è ritrovato recentemente in un casotto simile per seguire le pretese del direttore dell'ospedale Maggiore di Parma che voleva costruire un nuovo laboratorio di analisi per tamponi quando ne aveva già uno funzionante: spreco stimato in 530mila euro a settimana.

Le verità vengono fuori e la magistratura, se serve, farà il suo corso. Anche in campo europeo le cose non vanno meglio: secondo Politico, il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen sarebbe indagata dalla Procura europea per “interferenza nelle funzioni pubbliche, distruzione di sms, corruzione e conflitto di interessi” in merito alla gestione dei vaccini anti-Covid. E ancora il presidente del Consiglio Giorgia ha promesso, ospite al Fuori dal coro, che si farà chiarezza sulle reazioni avverse dei vaccini e Orazio Schillaci, ministro della Salute, ha espresso la possibilità di nominare una commissione scientifica per giungere alla verità.

L'ago della bilancia sarà la Commissione d'inchiesta fortemente voluta dal centrodestra e da Fratelli d'Italia, il cui avvio definitivo alla formazione è arrivato lo scorso 15 febbraio tra le contestazioni, non certo inaspettate, delle opposizioni che, in qualche modo, con poche esclusioni, tutte coinvolte nelle indagini della Commissione stessa, avendo fatto parte degli esecutivi (Conte-bis e Draghi) che hanno affrontato la pandemia. Il rischio, però, è proprio quello dell'ennesimo tentativo di ostruzionismo da parte della sinistra, che potrebbe ritardare l'istituzione dei propri rappresentanti all'interno della Commissione al solo fine di allungare i tempi e cercare disperatamente un ultimo appiglio al quale aggrapparsi. Ma le parole di Galeazzo Bignami, viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti intervistato questa mattina da La Verità, arrivano come una sentenza per dem e grillini: “Se anche decidessero di non dare i nomi, credo che cambi poco. Passato un tempo tecnico, la commissione partirebbe. Come detto, è legge dello Stato e le leggi si rispettano, sempre. Non solo quelle che piacciono alle sinistre…”. L'inchiesta andrà dunque avanti, piaccia o non piaccia.

D'altronde, non fornire i nomi sarebbe per la sinistra un modo indiretto di ammettere le proprie colpe e di temere le indagini e il responso della Commissione: “Se le opposizioni boicottassero la commissione sarebbe un fatto estremamente grave, mai accaduto prima – ha aggiunto Galeazzo Bignami – E poi sarebbe quanto meno sorprendente. Dicono ai quattro venti che hanno gestito benissimo l'emergenza della pandemia poi però si sottraggono a domande e verifiche. Forse neanche loro – ha concluso il viceministro – sono così convinti di aver fatto tutto al meglio”.

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