Dl Natale, Mollicone (FdI): Italiani stanchi, per dirla con Battiato: “c’è aria di rivoluzione”

Con potenziamento terapie intensive, rete territoriale medica, assistenza domiciliare non si sarebbe distrutta economia



“Ci sono 4 milioni di italiani che sono stati costretti a chiedere aiuto per mangiare a Natale e a Capodanno. E voi pensate al rimpasto, al Conte sì o Conte no. Provate ad uscire per strada lontano dai corridoi ministeriali, a parlare con le persone, ad andare qui vicino. Ci sono tante serrande abbassate. I ristoranti chiusi. Sentite l’aria qua fuori: è l’aria di un popolo stanco, in cui ribolle rabbia e mancanza di senso di futuro. Per dirla con Battiato: “C’è aria di rivoluzione”. Chiedono di riaprire i ristoranti. Chiedono di riaprire i teatri. Chiedono di riaprire le palestre. Chiedono di riaprire i cinema. Chiedono di riaprire gli hotel. Chiedono di riaprire chi lavora nel turismo. Vogliono avere le serrande alzate, non abbassate – ha detto nel corso della discussione generale sul Dl Natale il deputato capogruppo di in commissione Cultura, Federico Mollicone, che ha dedicato il proprio intervento al pianista Jazz Adriano Urso – Stamattina, a cose fatte, il ministro Speranza – e finché c’è virus, c’è Speranza – ci ha informato di nuove chiusure, della proroga dello stato d’emergenza al 30 aprile. Come per questo decreto. Senza nessuna evidenza scientifica, il governo chiuse a Natale con proprie valutazioni. La validità del Comitato Tecnico Scientifico e degli strumenti utilizzati, come l’indice Rt, è dubbia. Sabino Cassese, parlando del Dl Natale, ha parlato di obbrobrio giuridico. C’è qualcuno che sul Covid ha speculato, dai respiratori, alle siringhe, alle mascherine, mentre non siete riusciti a potenziare le terapie intensive, la rete ospedaliera territoriale, la medicina di base, l’assistenza domiciliare, il trasporto pubblico locale, misure necessarie per garantire le aperture e l’economia”.

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