Ercolano: sito UNESCO abbandonato tra i liquami.

“Il Comune di Ercolano fino al 1969 si chiamava Resina ed è famoso nel mondo per gli scavi archeologici della città romana fondata, secondo la leggenda, da Ercole e distrutta dall’eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo. Ercolano insieme a Pompei fa parte dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco e il tratto del Corso Resina che dagli Scavi archeologici arriva fino a Torre del Greco è chiamato Miglio d’oro per le splendide ville del XVIII secolo allineate ai suoi lati. Inoltre da Ercolano parte la strada che conduce al Gran Cono del Vesuvio per la visita al cratere”.

“Nei pressi degli scavi, in via Plinio, sorge un’isola ecologica dove camioncini della raccolta rifiuti trasbordano in autocompattatori che riversano sul manto stradale una notevole quantità di percolato che finisce addirittura nel mare poco distante. L’indignazione dei cittadini non trova nessuna concreta soluzione da parte dell’amministrazione comunale di Ercolano che dovrebbe preoccuparsi di tutelare la salute, l’ambiente ed anche il decoro urbano al cospetto dei flussi turistici ingenti che si recano a visitare gli scavi”.

Tuona così dal suo scranno in Parlamento, Antonio Iannone, senatore di Fratelli d’Italia, il partito di , con un’interrogazione diretta al ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, Generale dei Carabinieri che ha combattuto la Terra dei Fuochi, fortemente voluto su quella poltrona da Luigi Di Maio.  Dopo aver avuto un ruolo fondamentale nell’inchiesta sullo smaltimento illecito di rifiuti tossici tra Caserta e Napoli quando era ancora in forze ai Carabinieri, Costa sembra essersi distratto riguardo alla situazione incresciosa venuta a crearsi a due passi da uno dei luoghi di maggior richiamo per il turismo italiano e campano in particolare.

Così il senatore Iannone si è visto costretto a portare tutta la vicenda in Parlamento dopo che si erano tentati degli interventi locali che però non hanno dato frutti. Il Comune di Ercolano, a guida PD, per giustificare quello che sta accadendo e che sta rendendo quanto meno elettrico il clima in città e nel consiglio comunale, ha risposto che i supposti liquami non erano classificabili come particolato (polveri sottili, polveri totali sospese – PTS), e quindi non erano da considerarsi dannosi per la salute.

Per questo, alla fine del suo intervento in aula, il senatore Jannone si è rivolto direttamente la ministro Costa: “Il governo è a conoscenza di questi gravi fatti che sfregiano il territorio e costituiscono grave pregiudizio per i cittadini di Ercolano e tutti i turisti? Il Ministro intende intervenire per porre fine a questo scempio che si consuma, nell’indifferenza dell’amministrazione comunale di Ercolano, mentre da ogni parte del mondo vengono ad ammirare le vestigia di una civiltà che quasi duemila anni fa era più progredita di quella che si esprime oggi?”.

Gli abitanti di Ercolano insieme a Fratelli d’Italia, restano in attesa di risposta.

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