La prima pagina del documento top secret della Commissione Europea

Siamo stati il primo sito di informazione in Italia ad anticipare l’esistenza di un documento segreto della Commissione Europea che parla di effetti vincolanti del Global Compact su tutti i paesi UE, anche quelli che non lo hanno sottoscritto, astenendosi o votando contro. Trovate l’articolo qui. 

Al momento solo Giorgia Meloni con Fratelli d’Italia ha annunciato battaglia su questo tentativo di andare contro la volontà dei popoli europei. Lo ha annunciato qui.

Oggi, in esclusiva, possiamo svelarvi l’intero contenuto del documento redatto in inglese con oggetto “The legal effects of the adoption of the Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration by the UN General Assembly“.

Il documento in esclusiva. Grazie all’eurodeputata indipendente Janice Atkinson, che lo ha anticipato su TheRebel.media, disponiamo di una copia di questo documento che riteniamo di fondamentale interesse pubblico, pertanto la diffondiamo, a fine articolo, rendendolo disponibile in pdf.

Sul Global Compact ci hanno mentito. La Atkinson ci ha detto che “i nostri politici hanno mentito quando hanno affermato che (il Global Compact n.d.r.) non sarebbe giuridicamente vincolante, questo documento prova che lo sarebbe. Ed è già sancito in alcune aree della legge dell’UE.” In inglese (Our politicians lied when they said it wouldn’t be legally binding, this document proves that it is. It is already enshrined in certain areas of EU law).

Il contenuto del documento. Redatto in 53 paragrafi, dal burocrate di origini italiane, Lucio Gussetti, che è Director and Principal Legal Adviser for Foreign and Security Policy and External Relations European Commission, è sostanzialmente un parere legale che tende a dimostrare che il Global Compact for Migration è vincolante per l’Unione Europea sulla base di principi contenuti nei trattati. Questo tipo di pareri, in inglese, “opinion” sono solitamente prodotti dal Servizio Giuridico della Commissione UE, non per autonoma iniziativa, ma su richiesta di qualcuno ai piani alti della Commissione. Pertanto, si evince una volontà politica che mira a far rientrare dalla porta sul retro il Patto Globale per le migrazioni, attraverso una “legislazione nascosta”.

La clausola di segretezza del documento

Il paragrafo 46: il Global Compact è legalmente vincolante. Sfogliando le pagine, dopo una lunga sequenza di premesse, citazioni giuridiche, richiami casistici e sentenze, nel documento della Commissione UE su legge: “Si deve concludere che il GCM ha valore legale ed è capace di influenzare il contenuto della legislazione adottata dalla UE“.

La legislazione nascosta. Questa “opinion” del Servizio Giuridico UE è una preziosa testimonianza di come le elìte, attraverso una tecnica che potremmo chiamare “legislazione nascosta”, riescono a prendere un testo non giuridicamente vincolante, come quello sul Global Compact in questo caso, facendolo diventare riferimento per atti giuridici successivi che lo inglobano e rendono legalmente vincolante di fatto. Pareri legali, riferimenti a generici “diritti”, valori e principi, si accumulano facendo massa critica in misura tale da ottenere che presto o tardi i desiderata delle classi dominanti diventino legge, anche quando esplicitamente rigettati dai popoli “sovrani”. Una pratica subdola, anti democratica e letale per la sovranità popolare, dimostrata in questo carteggio. Infatti, nello stesso testo si spiega come adottando l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, si finisce per adottare anche lo stesso Global Compact che in essa è radicato.

Il documento, infine, arriva a delle conclusioni che hanno dell’incredibile, sviluppate nei paragrafi dal 46 al 53. In buona sostanza si afferma che l’Unione Europea debba sentirsi vincolata al Global Compact, pur non essendo un membro ONU, dove siede con una delegazione che non ha i poteri di uno Stato membro. Si finisce poi con il sancire che i paesi UE debbano limitarsi a collaborare e uniformarsi ai principi del Global Compact, non essendo ammessa su di esso, una situazione “a macchia di leopardo”.

Quindi, secondo i principi di lealtà e collaborazione, gli Stati dell’Unione Europea dovrebbero uniformarsi al volere della Merkel, allineati e coperti, per accogliere l’Africa in Europa, senza se e senza ma. Con buona pace, ancora una volta, della volontà popolare e della sovranità. Le elezioni europee del prossimo maggio si preannunciano sempre più come la madre di tutte le battaglie.

Per prendere visione del Documento sul Global Compact prodotto dal Servizio Giuridico della Commissione UE cliccate qui.

Oppure scaricatelo da qui

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