Esteri, : persecuzione dei cristiani rappresenta il più grande genocidio in atto nel mondo

Si è svolto questo pomeriggio il secondo webinar del ciclo “Caput mundi – il mondo visto da Destra” promosso dal Dipartimento Esteri di Fratelli d’Italia coordinato da Carlo Fidanza. L’incontro dal titolo “Nel nome del padre. La tragedia quotidiana dei Cristiani perseguitati” ha visto la partecipazione di Fausto Biloslavo, inviato de Il Giornale, Christian Nani direttore di “Open Doors”, Alessandro Monteduro direttore di “Aiuto alla Chiesa che soffre” e le conclusioni del Presidente di , intervallati dalle testimonianze di missionari e volontari impegnati nel mondo a difesa delle comunità cristiane.

“La persecuzione dei cristiani rappresenta il più grande genocidio in atto nel mondo. Per i Conservatori europei e per Fratelli d’Italia la difesa della libertà religiosa rappresenta un tema prioritario e sarà un pilastro del mio mandato di presidente di ECR Party. La difesa delle comunità cristiane deve essere per l’Europa una questione centrale”. Lo ha detto il presidente di Fratelli d’Italia e di ECR Party, , durante il suo intervento alla videoconferenza.

“A pochi giorni dalla Pasqua abbiamo voluto accendere i riflettori sulla tragedia dimenticata dei nostri fratelli Cristiani perseguitati in ragione della loro fede. Dopo i recenti fatti in Indonesia e Mozambico è tempo di una reazione forte da parte della comunità internazionale contro un islamismo non ancora sconfitto e per mettere la libertà religiosa al centro di qualsiasi accordo con le nazioni dove questa viene negata ogni giorno”, ha spiegato Fidanza, che è anche co-presidente dell’intergruppo per la libertà religiosa del Parlamento Europeo.

“Come Fratelli d’Italia – ha spiegato durante il suo intervento il deputato Andrea Delmastro, capogruppo in commissione Esteri alla Camera e promotore dell’intergruppo per la libertà religiosa al Parlamento italiano – ci battiamo quotidianamente in parlamento affinché, nell’ambito degli accordi internazionali bilaterali, venga inserito il principio che subordina la concessione di fondi per la cooperazione al rispetto della libertà religiosa delle minoranze cristiane e affinché venga sancito il diritto delle minoranze cristiane a non emigrare, per vivere e prosperare nelle terre dei loro padri, perché difendendo la libertà religiosa si difendono tutte le altre libertà fondamentali”.

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