Etichetta Nutri-Score. Per esporla bisogna chiedere il permesso alla Francia.

Una lettera dall A alla E e un colore che va dal verde al rosso per stabilire su un’etichetta “facile da leggere” quanto sia salutare o meno un alimento messo in vendita. Parliamo del Nutri-Score, il nuovo sistema di etichettatura che – si dice ci sia un dossier su qualche tavolo UE, pronto a farlo diventare obbligatorio per tutti – sta scatenando un polverone in Italia. A puntare il dito sono soprattutto la Lega con e con Fratelli d’Italia, ma anche Il Giornale ha spiegato quali sono i pericoli, a nostro parere reali e concreti, che una tale “genialata” possa far correre al Made in Italy.

Naturalmente, aperta la polemica “sovranista”, quasi immediata la risposta dei soliti fact checker da strapazzo che si sono prodigati a spiegare come chi critica la nuova manna piovuta dal cielo sotto forma di etichettatura colorata, sia come minimo ignorante, se non in malafede. E ti pareva!

Ci chiediamo se in malafede sia anche Coldiretti a questo punto, o ignorante il Prof Bizzarri, ma c’è dell’altro.

Perchè nessuno si è accorto che il Nutri-Score è di proprietà francese?

Il Nutri-Score è un marchio registrato dall’Agenzia Francese per la Sanità Pubblica, come è facilmente riscontrabile qui, sul sito dell’Ufficio per la tutela della Proprietà Intellettuale dell’Unione Europea.

L’Agenzia Nazionale della Sanità pubblica è un ente amministrativo pubblico francese sotto l’autorità del Ministero per la Salute. L’Ente detiene in esclusiva il marchio Nutri-Score e ne regolamenta il rilascio alle aziende che per ottenere l’etichettatura dei propri prodotti devono fare una domanda online all’Agenzia francese, dichiarando di rispettare una serie di regole di utilizzo del marchio e di calcolo dei valori da esporre sull’etichetta, sulla base delle tabelle nutrizionali imposte dal sistema sanitario di Parigi. Se si sgarra, l’Agenzia per la Sanità Pubblica Francese applica delle sanzioni all’azienda e nel caso, si riserva di trascinarla in tribunale, così come specificato nel regolamento consultabile qui in lingua inglese.

Il calcolo si basa sugli standard dell’agenzia alimentare inglese

Merita un approfondimento anche la questione delle tabelle nutrizionali utilizzate per il calcolo degli ingredienti salutari e insalubri ai fini dell’etichettatura. L'”algoritmo” che consente di ottenere il punteggio si basa su di un modello, l'”ofcom” costruito dalla Food Standard Agency del Regno Unito, dove è utilizzato per definire alimenti meno sani che non possono essere pubblicizzati per i bambini. Tuttavia, uno studio pubblicato su Plos Medicine, ha dimostrato come questo modello, posto che non è assolutamente l’unico in Europa, sia tuttaltro che perfetto per stabilire il nesso tra tipo di alimento e rischi concreti per la salute. La ricerca è consultabile qui.

Per etichettare i nostri prodotti dovremo chiedere il permesso alla Francia?

Si tratta di un quesito legittimo, dato che allo Stato attuale, in quelle nazioni che hanno voluto iniziare ad introdurre questo sistema, senza aspettare, se verrà, una raccomandazione o imposizione dell’Unione Europea, sta avvenendo proprio questo. Come il Belgio che nell’adottare il sistema si è anche beccato una bella pacca sulla spalla dal Governo Macron, perchè così contribuisce a far prendere piede al sistema francese.

Ora anche l’Olanda ha annunciato di voler aderire a questo sistema, tra le critiche dei nutrizionisti locali che non lo ritengono idoneo alle linee guida dietetiche olandesi, mentre in Germania, l’Associazione dell’Industria alimentare tedesca ha ppunto rilevato al proprio Governo che tutti i diritti del sistema di etichettatura spettano alle autorità sanitarie francesi. Ma la ministro tedesca per l’alimentazione e l’agricoltura, Julia Klöckner, avanza nella sua intenzione di introdurre il Nutri-Score quale criterio ufficiale per l’informazione nutrizionale di sintesi in etichetta.

Sembra quasi di trovarsi di fronte a un nuovo caso in versione gastronomica, ma non per questo meno serio, anzi. Il sistema così impostato favorisce il cibo industriale, costruito a tavolino per soddisfare quei pochi parametri che il nutri-score prende ad esame per l’etichettatura, mentre passano in secondo piano tutti gli altri nutrienti che gli alimenti da laboratorio non hanno.

Si paleserebbe un attacco alla Dieta Mediterranea e l’ennesimo schiaffo all’Italia e ai suoi prodotti, il tutto con la beffa del dover chiedere il permesso a Parigi per sottostare a questo assurdo sistema. Tacere non si può.

Ulderico de Laurentiis
Ulderico de Laurentiishttp://www.uldericodelaurentiis.it
Direttore Responsabile de "La Voce del Patriota". Giornalista Pubblicista, laureato in Comunicazione Pubblica e di Impresa con un Master in Comunicazione Multimediale. Militante della destra politica fin da giovanissimo, appassionato di Cybercultura, osservatore curioso dell'Alt-right americana, cultore di Enogastronomia. "Per aspera ad astra"

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