Europee. Parlamentari di agguerriti: cambiare tutto in Europa

Un agguerrito gruppo di parlamentari per cambiare tutto in Europa. E’ dal palco del Lingotto di Torino che Fratelli d’Italia, con deputati e senatori candidati alle prossime elezioni europee, lancia la sfida all’Ue. Una sfida tutta giocata sui valori e su quelle battaglie che in questo primo anno di legislatura hanno contraddistinto l’azione politica di FdI. “Sulla natalità, come spiega Carolina Varchi, deputata di e candidata nel collegio Isole, avvieremo in Europa una grande battaglia per la natalità. E’ la priorità nell’ambito di un piano per la famiglia, dove al reddito di cittadinanza Fratelli d’Italia contrapporrà il reddito di maternità. La priorità deve essere il sostegno alla famiglia per combattere seriamente la crisi di natalità che sta colpendo la nostra Nazione”. Cambiare l’Europa, però, non soltanto sulle politiche familiari ma anche su quelle dell’ perché, continua l’onorevole Varchi: “l’Italia non può più essere la baraccopoli d’Europa”. Difesa degli interessi nazionali che passa, come spiega Carlo Fidanza, deputato di candidato nel collegio Nord-Ovest, in primo luogo per “dire no al macronismo del Pd in Italia” e per “scardinare l’asse franco-tedesco rilanciando un’alleanza capace di guardare, da un lato, ai Paesi del Mediterraneo e, dall’altro, al gruppo di Visegrad che ha dimostrato come si può stare in Europa con la schiena dritta”. Una nuova Europa, riformata, che vuole costruire FdI, e che “restituisca la sovranità ai popoli e diventi una Confederazione di Stati liberi e sovrani” precisa Fidanza. Un’idea diversa di Europa che passa anche dall’economia con il “superamento delle politiche di austerity”, spiega Daniela Santanchè, senatrice e altra parlamentare candidata nel Collegio Nord-Ovest. Austerity che “tanto male ha fatto alle famiglie e alle imprese italiane”. Una nuova politica economica che però non significa aprire alle politiche di indebitamento “per fare assistenzialismo, come ha fatto questo governo con il reddito di delinquenza”, ma piuttosto “per sostenere gli investimenti e in particolare quelli sulle infrastrutture”. Da qui il via libera di alla “Tav, al ponte sullo Stretto di Messina, all’alta velocità sulla Brescia-Verona, alla Gronda di Ponente e alle altre 28 opere bloccate che darebbero 155mila posti di lavoro”. Perché, come conclude, la senatrice Santanchè “l’obiettivo deve essere quello di arrivare in Europa per cambiare tutto al fine di ripartire e crescere”.

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La Redazione de La Voce del Patriota
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