Facebook agli utenti: Ciao, il tuo amico è un estremista?

Facebook Inc  sta iniziando ad avvertire alcuni utenti che potrebbero aver visto “contenuti estremisti” sul sito di social media, come riferito dalla società a Reuters giovedì.

Gli screenshot condivisi da diversi utenti su Twitter mostrano un avviso che chiede “Sei preoccupato che qualcuno che conosci stia diventando un estremista?” e un altro che ha avvertito gli utenti “potresti essere stato esposto a contenuti estremisti dannosi di recente”. Entrambi includono collegamenti per “ottenere supporto”.

“Questo test fa parte del nostro più ampio per valutare i modi per fornire risorse e supporto alle persone su Facebook che potrebbero essere state coinvolte o essere state esposte a contenuti estremisti o che potrebbero conoscere qualcuno che è a rischio. Stiamo collaborando con ed esperti accademici in questo spazio e speriamo di avere di più da condividere in futuro”, ha detto il portavoce, senza approfondire.

Questi messaggi di avvertimento, tuttavia, scateneranno sicuramente un feedback ancora più negativo contro Facebook e il suo CEO, Mark Zuckerberg, per i timori che la società stia tentando di soffocare la libertà di parola. Su Twitter, mentre gli screenshot dei messaggi di avviso venivano condivisi in massa il 1° luglio, molti utenti hanno espresso preoccupazione per la direzione che Facebook sta prendendo.

I social network stanno creando un ambiente orwelliano in cui le persone vengono arbitrariamente messe a tacere o bandite solo perchè hanno detto qualcosa che alla “polizia del pensiero” non piace”.

Con questa nuova iniziativa, denominata Redirect, Facebook fa un passo in avanti nella censura, trasformando ogni utente in un potenziale delatore della “psico-polizia”. Chi decide che un proprio collegamento è un estremista? In base a quali parametri?

Sarebbe interessante sapere quali sono le (organizzazioni non governative) egli esperti con cui l’azienda sta collaborando e come determinano che i contenuti sono “dannosi” ed “estremisti”.

Questa richiesta, avanzata da alcuni media conservatori americani, rimane per ora inevasa.

Leo Valerio Paggi
Leo Valerio Paggi per La Voce del Patriota.
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