Financial Times: I politici della destra italiana si contendono la leadership, Giorgia Meloni sempre più vicina alla Lega.

Si riporta di seguito la traduzione integrale dell'articolo che analizza la forte crescita di Fratelli d’Italia e del suo leader Giorgia Meloni. Tuttavia alcuni giudizi e valutazioni su FDI e Lega non rispecchiano la linea editoriale della testata e risultano a tratti inesatti e ingenerosi nei toni.  

Il Financial Times si era già occupato un anno fa dell’ascesa del partito di Giorgia Meloni, quando Fratelli d’Italia si attestava dai sondaggi al 16,2% e la Lega al 24,3%. Un anno e un governo dopo, la differenza tra i due partiti si è notevolmente assottigliata, determinando un nuovo quadro all’interno della coalizione di centrodestra: secondo gli ultimi sondaggi Fratelli d’Italia supera il Movimento 5 Stelle e raggiunge quota 18,9%, a 1 punto percentuale dal PD e a 2 punti dalla Lega. Al Financial Times non è sfuggito questo cambio di equilibri all’interno della coalizione, e ha dedicato un articoloI politici della destra italiana si contendono la leadership” dove trova ampio spazio la descrizione delle strategie attuate dai due principali partiti di destra italiani: da un lato la Lega, che ha deciso di dare la fiducia al Presidente Draghi, e dall’altro Fratelli d’Italia, che ha scelto di stare all’opposizione ma viene premiato nei sondaggi.

Ecco la traduzione integrale.

“Per quanto riguarda il nostro tour di questa mattina, come ogni giovedì, vi portiamo un profilo di qualcuno da tenere d’occhio. Questa volta si tratta di Giorgia Meloni, l’astro nascente della destra italiana, che sta sfruttando al meglio la decisione della Lega di fare un’inversione a U e abbracciare il governo di Mario Draghi.

Che si tratti della Marine Le Pen italiana?

È possibile essere al potere ed essere all’opposizione allo stesso tempo? Per tre decenni, la Lega, partito di destra italiano, ha dimostrato grande maestria in questo paradosso politico, facendo parte di sei diversi governi di coalizione, e al contempo ha protestato con rabbia nelle retrovie, riporta il corrispondente da Roma, Miles Johnson.

Quando Matteo Salvini quest’anno ha dato la fiducia al governo di unità nazionale di Mario Draghi, molti a Roma si aspettavano che il suo partito tornasse rapidamente ai vecchi stratagemmi. Desideroso di mantenere un’identità politica all’interno della coalizione, Salvini ha fatto esattamente questo, attaccando il Ministro della salute e criticando la sua lentezza nel revocare le restrizioni dovute alla pandemia.

Ma la collaudata strategia leghista del “tenere il piede in due staffe“, messa a punto dall’ex leader Umberto Bossi, questa volta ha dovuto affrontare un ostacolo allarmante: Giorgia Meloni.

La leader di Fratelli d’Italia, partito che affonda le sue radici nella politica post-fascista italiana, ha scelto di stare da sola all’opposizione mentre Salvini e tutti gli altri grandi partiti politici hanno appoggiato Draghi.

Salvini, a cui di certo non mancano le parole, è stato messo a tacere in considerazione dell’impegno assunto dalla Lega a sostegno del governo Draghi in Parlamento. Come risultato, il partito della Meloni è stato in grado di intaccare il vantaggio della Lega nei sondaggi. Il sorpasso della Lega sembra essere a portata di mano, e di conseguenza potrebbe diventare il partito più grande della destra italiana. Un recente sondaggio pubblicato dal quotidiano italiano Corriere della Sera vedeva, per una manciata di voti, la Lega come il partito più grande al 21,9%, e Fratelli d’Italia al 18,9%.

La Meloni, 44 anni e di Roma, ha già mostrato quali strategie potrebbe adottare per mettere Salvini abbastanza in imbarazzo. Il mese scorso, Fratelli d’Italia ha proposto un voto di sfiducia nei confronti di Roberto Speranza, il Ministro della salute. Il voto non aveva alcuna possibilità di essere approvato, ma ha costretto Salvini a votare, in modo imbarazzante, a favore dell’uomo che aveva attaccato nei mesi passati, e che aveva additato come incompetente.

Ufficialmente, la Lega, Fratelli d’Italia e la ridotta Forza Italia di Silvio Berlusconi formano una coalizione di destra che si presenta insieme alle elezioni regionali, e governerebbero insieme se la coalizione vincesse le prossime elezioni in Italia, previste al più tardi nel 2023. Fondamentalmente, i tre partiti hanno un accordo informale, secondo cui il partito che dovesse ricevere più voti sarebbe anche quello che dovrebbe esprimere il Primo Ministro.

Se l’opposizione solitaria della Meloni a Draghi la portasse sopra Salvini nei sondaggi, le conseguenze politiche potrebbero essere esplosive. Salvini potrebbe decidere che non può più permettersi, politicamente parlando, di sostenere Draghi se vuole realizzare il suo sogno di diventare Primo Ministro. Questo lo metterebbe contro forze potenti all’interno della Lega, le quali sostengono fermamente l’ex presidente della Banca Centrale Europea.

La competizione tra Meloni e Salvini per guidare la destra italiana alle prossime elezioni politiche potrebbe rivelarsi il fattore più importante nel determinare la durata del governo Draghi”.

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