Fluidi convenzionali: i Maneskin

I Maneskin… tutti a strappasse i capelli pe i Maneskin, il prodotto più convenzionale mai esistito, perfettamente fluidi in un mondo fluido, lui il figo etero che deve ammiccare al mondo omosessuale per essere sex simbol a cavallo dei due mondi, lei femminile e mascolina allo stesso tempo per le stesse finalità commerciali, gli altri due neutri come l’ angeli. Specchio perfetto di generazioni che ignorano la storia e il passato tanto da esaltarsi per una musica discreta ma infiocchettata a dovere. Risultato di cose trite e ritrite da David Bowie a Freddie Mercury, al di Renato zero, vestiti in latex come gli smashing Pumpkins ma con i tacchi e i lustrini dei cugini di Campagna,s ono l’orgoglio di quella italietta lgbt, di quelle generazioni arcobaleno che non scindono musica da personaggio. E il pensiero mi vola a Pier Davide Carone, uno che è stato scartato al festival di Sanremo per aver portato una canzone sulla pedofilia, tematica troppo alta e troppo poco da lustrini, uno che è stato allievo di Lucio Dalla che apriva i concerti di Battiato, uno che sul palco si presentava senza fronzoli, non bello, giovane ma fuori dalla sua generazione, uno che aveva una penna che ti turbava profondamente, ma che purtroppo non ha mai trovato il suo mercato. Perché di questo si tratta il mercato, e quello che il mercato vuole diventa legge,a scapito del contenuto e della nobiltà della forma, e così con una musica discreta ma l’immagine perfetta i Maneskin sono l’emblema delle generazioni che abbiamo senza sostanza e solo forma, esattamente come la politica che abbracciano, come le tematiche che propongono. Contenti voi…

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