Hamas ha rifiutato la “Soluzione a due stati: le parole di Khaled Meshal

Ieri Khaled Meshal, leader dell'organizzazione di Hamas, avrebbe respinto la “Soluzione a due stati” tramite un messaggio inviato su Telegram proprio dall'organizzazione militare integralista.
Di seguito, alcune delle notizie riportate:” Il nostro popolo palestinese chiede liberazione, libertà dall'occupazione e la nascita di uno stato palestinese” e ancora ritenendo che i confini stabiliti dal ‘67 siano obsoleti e “praticamente sono un quinto della Palestina” , di conseguenza “non possono essere accettati”.

Ebbene, sembra che il conflitto israelo-palestinese sia effettivamente destinato a perdurare, nell'attesa che l'ONU trovi congiuntamente una proposta in grado di non scontentare ambedue le parti.

Sia il governo israeliano, sia Hamas non hanno alcuna intenzione di stilare una tregua, neppure momentanea: questa ostinazione, nel corso del tempo, non farà altro che aggravare la situazione nelle zone di guerra contese, le cui spese verranno pagate – nella maggior parte dei casi- dai civili con la propria vita.

Dopo gli attacchi eseguiti il 7 Ottobre, l'escalation ha avuto un rapido sviluppo in tutto il Medioriente: ultimamente si parla dei ribelli yemeniti Houthi e delle loro missioni di sabotaggio nel Mar Rosso, una tattica che probabilmente ha lo scopo di fare pressione sui governi occidentali, i quali però non hanno ceduto ai ricatti, bombardando le basi delle organizzazioni antagoniste.


Gaza si trova attualmente in una crisi sanitaria senza precedenti, ultimamente è arrivata anche l'Epatite A e c'è il pericolo che la popolazione possa subire numerose perdite anche a causa delle malattie infettive.

Ieri all'aeroporto di Al Arish, in Egitto, è arrivato un aereo carico di medicinali, cibo e coperte, le quali verranno trasportate dalla Mezzaluna Rossa fino al Valico di Rafah, arrivando successivamente nella Striscia di Gaza.

L'accordo ha visto la mediazione principale del Qatar, tra Israele e Palestina, il primo è uno degli stati più coinvolti diplomaticamente nella disputa corrente.
Ecco quanto riportato dall'esponente di Hamas, Abu Marzuk, in merito alla questione: ””Una scatola di medicine per gli ostaggi sarà in cambio di 1.000 per il popolo palestinese. La fornitura di medicine avverrà attraverso un paese di cui abbiamo fiducia. La Francia si era dichiarata disponibile ma di lei non ci fidiamo. Per questo abbiamo chiesto al Qatar di farlo” e ancora “”Netanyahu sta mentendo di nuovo e inganna il suo popolo, noi siamo quelli che hanno organizzato questo accordo”.

L'esercito israeliano, secondo gli ordini governativi, ha ispezionato i Camion contenenti gli aiuti umanitari, presso il valico di Kerem Shalom, con destinazione Gaza.

Un conflitto che, con il passare del tempo dimostra tutte le sue complessità: sembra che l'ONU stia diventando quasi marginale in questa situazione, lasciando la mediazione agli altri paesi (Vedi il Qatar).

Questo è un problema piuttosto rilevante, poiché le Nazioni Unite non possono permettersi di perdere terreno diplomatico, rischiando di trasformarsi in obsolete. Servirà, al più presto, un rinnovamento ed un impegno costante per affrontare le dispute tra diversi paesi, ormai diffuse a macchia d'olio in diversi continenti.

Gabriele Caramelli
Gabriele Caramelli
Studente universitario di scienze storiche, interessato alla politica già dall’adolescenza. Precedentemente, ha collaborato con alcuni Think Tank italiani online. Fermamente convinto che “La bellezza salverà il mondo”.
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