Il 26 dicembre del 1946 nasceva il Movimento Sociale Italiano

Settantaquattro anni fa veniva accesa la fiamma che rappresenterà per molti anni la casa per una vasta comunità di italiani: gli sconfitti della Seconda guerra mondiale. E proprio il 26 dicembre del 1946, nel giorno di Santo Stefano, nasce ufficialmente a Roma, nello studio di Arturo Michelini l’MSI, il Movimento sociale italiano. Tra i fondatori del movimento alcuni reduci della Repubblica Sociale Italiana: Pino Romualdi, Giorgio Almirante, Cesco Giulio Baghino e Mario Cassiano. Come simbolo del partito, Giorgio Almirante propone l’adozione della “fiamma tricolore”, l’emblema degli “Arditi” della prima guerra mondiale.

Fin dalla sua nascita il Movimento Sociale Italiano ha una caratteristica che lo differenzia dai movimenti nostalgici fin lì esistiti: quella di porsi come movimento politico che agisce nel pieno rispetto delle regole democratiche. Non è un caso, infatti, che sin da subito il partito inizia a conquistare porzioni sempre più importanti di opinione pubblica e ad attecchire tra i giovani.

Ovviamente l’Msi non ebbe una vita facile. Ovunque si presentavano i suoi esponenti politici, vuoi per comizi, appuntamenti elettorali o pubblici si registravano scontri, cariche della polizia e agguati dei comunisti. Le loro sedi venivano incendiate, i loro militanti aggrediti e in alcuni casi uccisi. I fondi a disposizione erano pochi e spesso si sopperiva alle carenze economiche e strutturali con il volotarismo, nonostante fosse ben chiaro, sin dall’inizio, che gli avrebbero impedito qualsiasi forma di vittoria con qualunque mezzo. Ma non andò così.

Grazie al sacrificio, al coraggio e all’abnegazione di quei militanti, dal 1948 i missini siedono in Parlamento ed oggi sono uomini e donne di governo e solidi rappresentati della politica nazione e delle istituzioni di ogni ordine e grado.

A quelle donne e a quegli uomini, che negli anni difficili pagarono in prima persona il coraggio delle loro scelte, deve andare un pensiero e la gratitudine di tutti coloro che si riconoscono in quegli ideali e in quei valori. In primis chi ricopre responsabilità pubbliche.

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