Il futuro è conservatore

La conferenza programmatica di Fratelli d'Italia è stata un vero successo. Il partito guidato in maniera impeccabile da , ha dimostrato tramite la sua valorosa e preparata classe dirigente -ancora una volta- tramite una poderosa macchina organizzativa che non si vedeva dai tempi della prima Repubblica di essere maturo al punto giusto per la grande sfida delle prossime elezioni politiche del 2023; questi tre giorni nel capoluogo lombardo sono stati l'apoteosi del ritorno al proficuo confronto politico tramite tavoli tematici (e non), di quel che ogni partito dovrebbe svolgere come attività comunitaria.

Una sostanziale differenza, tra uno pseudo partito di massa che con il proprio leader di turno cerca di cavalcare l'onda mediatica del momento per racimolare l'effimero consenso e quella con un partito che ha invece radici forti e sane e che cerca di navigare in pieno oceano, sta proprio in questa manifestazione che ha visto la gioia dell'impegno della comunità e della classe dirigente verso la propria civitas come gli antichi romani amavano definire la nazione, ed è cosa buona e giusta ricordare ogni tanto che mettere in risalto le questioni nazionali a discapito dei grandi ragionamenti sui sistemi massimi da salotto non è certo blasfemia.

Affermare pubblicamente alla luce del sole il proprio amore e orgoglio per il tricolore e per i suoi innumerevoli mos maiorum non è un peccato da espiare con l'autoflagellazione, come spesso e volentieri celebri esponenti dell'intellighenzia italiana in improvvisati tribunali del popolo cercano di condannare tale amore senza se e senza ma, anche grazie al prezioso ausilio di media compiacenti.

Essere conservatore in questo delicato e nefasto contesto storico e sociale, dominato dal pensiero unico del conformismo nichilista e dalla woke rappresenta l'atto rivoluzionario per eccellenza. I tanti conservatori italiani dopo anni e anni di peregrinazione nel deserto arido e inospitale della da oggi possono finalmente avere un partito politico in cui identificarsi, avendo la massima Dulce et decorum est pro patria mori del poeta Orazio come stella cometa per la navigazione tra le sfide del quotidiano e del futuro.

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