La situazione in vista delle Europee 2019 si fa seria, negli ultimi giorni è netta la sensazione che Fratelli d’Italia sia in fortissima crescita con la Meloni che assicura il popolo di destra che presto Salvini farà cadere il Governo con i 5 stelle per fare finalmente una vera alleanza sovranista.

E la paura di perdere la poltrona per Di Maio e compagnia è la più terribile di tutte, tanto che ormai, dai social e dal blog del movimento si inventano una fake news al giorno contro Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia.

Oggi, il blog delle stelle ci rifila la patacca dei “Condannati di Fratelli d’Italia nelle liste per il Parlamento Europeo”.

Ma condannati per cosa? Basta guardare i profili degli aspiranti europarlamentari di FDI e la storia di quelle che sono poco più che multe e ammende per capire quanto siano ormai alla frutta i grillini a cui trema la poltrona sotto il deretano. Noi per trasparenza vi pubblichiamo nomi e cognomi di questi candidati e patrioti e la descrizione dei fatti a cui vorrebbero appigliarsi i pentastellati sull’orlo di una crisi di nervi con il loro solito giochino della macchina del fango. Eccoli…

Luca Romagnoli, candidato nell’Italia centrale, andò anni addietro a Basovizza, a rendere omaggio alle Foibe. Vide una corona con un fiocco dei partigiani sloveni. Lo tolse “era un vero vilipendio”, ricorda, e si beccò ben sessanta euro di multa. Una medaglia, piuttosto. Era deputato europeo e non chiese l’immunita’ parlamentare.

Fabrizio  Bertot, candidato nel nord-ovest, si fece una bella lite al seggio elettorale per alcune schede contestate alle comunali di Rivarolo. Su quella lite poi il Tar gli diede ragione e diventò sindaco con il riconteggio dei voti. Tremila euro di ammenda per aver avuto ragione. Giustamente gli furono “indultati”.

Salvatore Ronghi, candidato al sud, fu coinvolto in una rissa politica nel 1974. Sapete quanto ha dovuto scontare? Una multa da cinquanta euro!

Infine, Raffaele Stancanelli, candidato nelle isole. Da sindaco della sua città, Catania, ha dovuto pagare – non intascare – quattromila euro di ammenda per responsabilità oggettiva in relazione a locali non in regola con i parametri previsti dalla legge. È chiaramente una responsabilità soggettiva dei dirigenti, ma in materia risponde il Sindaco.

Europee. Stancanelli (FdI): da M5S puro sciacallaggio politico

Risulta evidente quanto sia ipocrita la campagna grillina, soprattutto alla luce della verità dei fatti non infarciti dall’atteggiamento bufalaro-manettaro di chi ha troppo presto dimenticato, il caso eclatante di Marcello De Vito, esponente di spicco del MoViMento a Roma, presidente dell’assemblea capitolina e di recente arrestato per corruzione nell’ambito dell’inchiesta per lo stadio a Roma. Poi espulso dopo l’arresto, ma potremmo anche citare il fascicolo aperto su Daniele Frongia, fedelissimo assessore della Raggi e altri casi ancora.

Fratelli D’Italia è erede di quella Destra che ha sempre fatto della propria onestà e della lotta a ogni forma di corruzione e criminalità un vanto fin dai tempi di Almirante che poteva dire sui manifesti “Noi possiamo guardare negli occhi gli italiani.”

Fu proprio quella destra a presentare e votare, Paolo Borsellino come presidente della Repubblica Italiana.
Per questo Fratelli d’Italia è severissima nella selezione dei propri candidati escludendo dalle proprie liste chiunque sia condannato per reati infamanti.

Non è certamente il caso dei 4 candidati visto che si tratta di condanne per futili reati che non possiamo che definire “sciocchezze”. I grillini se ne facciano una ragione e cambino strategia, visto che non potranno evitare il cambio di Governo.