Raddoppio Fiumicino

Quando Monti fece sparire il terzo aeroporto del Lazio in cambio del raddoppio dell’aeroporto di Fiumicino

Più che del raddoppio dell’aeroporto di Fiumicino “il Lazio avrebbe bisogno di un terzo aeroporto, di un’infrastruttura strategica che servirebbe a completare l’offerta del servizio di trasporto dell’intero Centro Italia”.

Inizia così la video-inchiesta di Fratelli d’Italia che, con la collaborazione del comitato ‘Fuori Pista’, svela la verità nascosta dietro al progetto di potenziamento dell’aeroporto di Fiumicino.

Inizialmente la scelta era ricaduta su Viterbo, che avrebbe ospitato un aeroporto in grado di gestire le rotte low- cost.

Infatti, il Piano Internazionale degli Aeroporti, messo a punto dal Ministero dei Trasporti (MIT) ed ENAC nel febbraio 2012, prevedeva una strategia di sviluppo del sistema di trasporto aereoportuale italiano nella macro area del Centro Italia, con la realizzazione di un terzo aeroporto a Viterbo.

Quest’ultimo, insieme a quello di Ciampino, avrebbe assorbito tutto il traffico low-cost.

L’aeroporto internazionale di Fiumicino invece, avrebbe continuato a rispondere al maggior traffico di passeggeri, con l’obiettivo di moltiplicare la loro portata da 42 mln nel 2012 a 55mln nel 2020 fino ad arrivare a 80 mln nel 2030.

Ma misteriosamentenel dicembre 2012 il dimissionario governo Monti stralcia il terzo aeroporto del Lazio e vara un decreto per il raddoppio dello scalo di Fiumicino”. Un decreto che cancella la realizzazione dell’aeroporto di Viterbo e dirotta il finanziamento previsto di 325 milioni di euro interamente su Fiumicino.

L’esproprio dei terreni a favore di AdR

le aree interessate dall'esproprio per il raddoppio dell'aeroporto di Fiumicino
Le aree interessate dall’esproprio

Il PNA del 2014 che recepisce il CdP di cui sopra, presuppone il raddoppio dell’aeroporto di Fiumicino e l’esproprio a beneficio di ADR (Aeroporti di Roma) di una vastissima area agricola di circa 1300 ettari, 900 dei quali di proprietà della Maccarese SPA.

ADR e Maccarese SPA hanno un denominatore comune: sono entrambe della famiglia Benetton.

Per il raddoppio dell’aeroporto di Fiumicino dunque, lo stato verserebbe nella casse della Maccarese SPA, di proprietà della famiglia Benetton, circa 200 milioni di euro per mettere i terreni nella disponibilità di ADR, sempre controllata da Benetton.

Ma oltre l’aspetto “affaristico” della vicenda, sotto accusa è l’esproprio dei terreni,  che comprometterebbe una ‘Riserva Naturale Statale del Litorale Romano‘, area agricola di eccellenza per la Capitale e per l’intera Provincia, mettendo a rischio centinaia di posti di lavoro e la vita di diverse imprese del territorio.

E non finisce qui.  Il Comitato Fuori-Pista ha commissionato uno studio, un vero e proprio progetto alternativo, validato dal software SIMMOD (sistema utilizzato dalle autorità di volo a livello internazionale), che ha fornito un risultato inequivocabile.

“E’ possibile intensificare le possibilità di Fiumicino oltre gli 80 mila passeggeri annui, utilizzando l’attuale sedime aereoportuale. Un progetto alternativo dal costo di 3 miliardi di euro contro i 18 miliardi del progetto trattato” emerge dallo studio.

Insomma, il raddoppio dell’aeroporto di Fiumicino sembra essere un gigantesco ‘affare’ per la famiglia Benetton, ma un grande danno per il resto degli attori interessati.

La posizione di Fratelli d’Italia sul raddoppio dell’aeroporto di Fiumicino

Deve essere chiaro che la posizione di Fratelli d’Italia è mirata solo al perseguimento dell’interesse pubblico, dello sviluppo del nostro Territorio e conseguentemente, della Nazione. ” Così il senatore di Fratelli d’Italia Massimo Ruspandini, intervenendo al convegno.

Fratelli d’Italia è il partito della crescita. Vogliamo aumentare il trasporto aereo nel Lazio e in Italia, e miriamo al rilancio di Alitalia, principale vettore nazionale.

Diventa perciò strategica la realizzazione del terzo aeroporto del Lazio e il potenziamento di Fiumicino all’interno dell’attuale sedime, senza l’inutile e costoso raddoppio dell’area.

Una prospettiva che porterebbe ad un migliore utilizzo delle risorse in mano ai Benetton e a scelte fondamentali per Alitalia.  Il terzo aeroporto, quindi, si deve fare”.

Il senatore Nicola Calandrini rilancia: “Il Lazio ha bisogno di un terzo aeroporto per lo sviluppo della Regione e più in generale della Nazione. Un punto su cui Fratelli d’Italia ha intenzione di fare la propria parte, schierandosi a favore della costruzione del terzo scalo”.

Terzo aeroporto che “deve sorgere nella località più adatta, tenendo ben presente che è necessaria chiarezza sui tempi di realizzazione e risorse da investire”.

Il punto è: qual è la situazione oggi?

Nel maggio 2018, guarda caso proprio in concomitanza delle elezioni amministrative del Comune di Fiumicino, il Senato ha approvato all’unanimità un ordine del giorno presentato dal senatore di Fratelli d’Italia Giovanbattista Fazzolari. L’OdG impegnava il governo a rivedere il PNA e prevedere un potenziamento dell’aeroporto di Fiumicino all’interno dell’attuale sedime.

Da allora, però, il governo non ha più mosso un dito. L’esproprio della Maccarese SPA e il raddoppio dell’aeroporto di Fiumicino continuano a rappresentare una minaccia per tutto il territorio interessato.