Il silenzio di Schlein sullo stupro alla Festa dell’Unità

L'episodio sarebbe avvenuto nel settembre scorso a Bologna, ma la notizia si è diffusa solo nei giorni scorsi, quando il Gip della procura di Bologna ha emesso un ordine di divieto di avvicinamento all'unico maggiorente coinvolto nella violenza sessuale di gruppo.

Stiamo parlando dello stupro di gruppo avvenuto ai danni di una ragazzina durante la Festa dell'Unità di Bologna.

Secondo la testimonianza, la ragazza sarebbe stata avvicinata da un gruppo di coetanei per passare insieme la serata alla festa dell'Unità, ma dopo aver passato qualche ora insieme, i giovani hanno deciso di appartarsi. Lontano dalle persone, quindi, il gruppo avrebbe iniziato un gioco tipico degli adolescenti. Una sorta di “gioco della bottiglia” che, però, è degenerato fino al punto che la ragazza di 15 anni è stata costretta a compiere degli atti sessuali con uno dei ragazzi. Mentre gli altri riprendevano la scena.

Eppure tranne Libero ed il Giornale, la stampa non ne fa menzione. Un silenzio tombale anche da parte degli esponenti del Pd, che a maggior ragione avrebbero dovuto esprimere solidarietà alla giovane vittima dal momento che il terribile episodio ha avuto luogo proprio durante la loro festa.

Invece silenzio assoluto. Forse perché a violentare la ragazza sarebbe stato un immigrato di seconda generazione di origini africane? O forse perché la violenza si è svolta durante la Festa che loro dedicano ai valori dell'inclusione e dell'integrazione? Eppure sono sempre a riempirsi la bocca sulla violenza fascista, sul patriarcato, sulla mascolinità tossica di destra, ma forse la violenza, e persino lo stupro, sono più accettabili se praticati da un richiedente asilo? Bisogna forse essere più comprensivi?

Che ne pensano le donne di “Non una di meno”, così attive nello stigmatizzare le presunte molestie degli Alpini durante l'adunata a Rimini? Non potevano certo passarla liscia con quei complimenti molesti da maschio tossico, patriarcale e persino etero! Giorni e giorni di paginate dove si censurava con asprezza quel “catcalling” così molesto, così volgare, retaggio medievale da distruggere nel nome della società fluida e trans femminista. Una difesa a tutela delle donne così determinata che, all'indomani della prima archiviazione per l'unica denuncia per presunte molestie, le fa tornare alla carica con un faldone contenente ben 170 racconti di donne che sostengono di aver ricevuto fischi e avvicinamenti un po' troppo insistenti.  Un campionario di  impossibili da verificare, ma utili a supporto della tesi di Non una di meno che vedrebbe gli alpini come un corpo di stupratori dagli ingovernabili istinti primordiali.

A Bologna invece c'è stato addirittura uno stupro, ripreso persino dai cellulari, tra le risate dei presenti. Ma in questo caso niente, silenzio assoluto.

La verità è che nel Partito democratico, ormai, non faticano nemmeno più a cercare di camuffare la loro ipocrisia e la doppia morale. E di sicuro sarebbe sconveniente, per loro, accendere i riflettori su un caso di violenza carnale che vede protagonista una di quelle risorse da loro protette, difese e agevolate. Quindi, meglio tacere.

E la Schlein? presunta paladina di tutti i diritti, soprattutto delle donne? Perché non ha proferito parola sull'episodio? Nessuna parola di sostegno o di condanna. E neppure una richiesta di fare luce sul caso visto che la violenza sarebbe avvenuta nel corso di un evento simbolo del Pd, la festa dell'Unità a Bologna.

Elly Schlein che da settimane insiste su quanto le donne siano danneggiate da una patriarcale non proferisce parola su uno stupro, e non lo fa nemmeno Stefano Bonaccini in qualità di governatore della Regione Emilia-Romagna. Tace addirittura anche Matteo Lepore, sindaco della città, eppure il caso esiste e non può, e non deve essere insabbiato.

Letizia Giorgianni
Letizia Giorgianni
O te ne stai in un angolo a compiangerti per quello che ti accade o ti rimbocchi le maniche, con la convinzione che il destino non sia scritto. Per il resto faccio cose, vedo gente e combatto contro ingiustizie e banche. Se vuoi segnalarmi qualcosa scrivimi a info@letiziagiorgianni.it
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